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Consiglio Regionale, Occhiuto porta a casa la Multiutility acqua-rifiuti


Gli organi dell’Autorità saranno: il Consiglio direttivo, il direttore generale e il revisore unico dei conti

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    È ritornata nell’aula del Consiglio regionale la proposta di legge di “Organizzazione dei servizi pubblici locali dell’ambiente” dopo che la precedente discussione non era terminata nel senso preventivato e predisposto dalla maggioranza, per un intoppo messo in evidenza dall’opposizione, nominalmente di ordine procedurale ma in realtà sostanziale, concernendo la natura giuridica del nuovo organismo chiamato a gestire in maniera unitaria i cicli di acqua e rifiuti.

    Il complesso normativo di riferimento, esplicitamente richiamato dai diversi interventi dei consiglieri di maggioranza e dallo stesso Occhiuto era la legge regionale numero 23/2011 dell’Emilia Romagna, quasi a voler dare alla proposta numero 49/2022 di iniziativa della giunta regionale della Calabria una patente di robusta tenuta anche nei confronti di attacchi di natura politica. Così non è stato nella seduta del 13 aprile sia per i rilievi di contenuto e di mancata condivisione svolti in più riprese dagli interventi dei vari Mammoliti, Laghi, Lo Schiavo, Bevacqua, Irto, Tavernise e Bruni, sia per l’eccezione sollevata da Ernesto Alecci del Partito democratico che, citando il comma 3 dell’articolo 54 dello Statuto, rivendicava la necessità, nell’approvare la costituzione di una nuova società regionale, della maggioranza dei due terzi dei componenti del Consiglio regionale, cosa non possibile in quella seduta.

    Neanche l’intervento del presidente Occhiuto, che ne sollecitava l’approvazione anche in riferimento alla scadenza dei fondi Pnrr del 17 maggio, è riuscito a rimuovere gli ostacoli, tanto da portare al rinvio con nuova convocazione con il solo punto in discussione. È stato il primo intoppo d’aula nel quale è incorsa la granitica maggioranza di centrodestra uscita vittoriosa dalle elezioni di ottobre. Da qui l’interesse anche politico per una trattazione di per sé vitale per l’economia e l’ambiente calabrese.

    In inizio seduta il presidente Filippo Mancuso ritiene già sviluppato il dibattito nella precedente seduta e passa direttamente alla votazione degli articoli e degli eventuali emendamenti. Il consigliere Lo Schiavo chiede in via preliminare secondo quale fattispecie si voti, se quella ordinaria o qualificata dei due terzi. Mancuso ritiene non rilevante ai fini presenti questa valutazione e procede con le votazioni dei singoli articoli.   

    Antonio Lo Schiavo (De Magistris presidente). Il forte impatto dell’articolo 11 sulle funzioni del direttore generale creerà attrito tra Direttore generale e Consiglio direttivo. Si dà mandato ai comuni di assumersi responsabilità con la nomina di un presidente di Comitato senza rappresentanza legale che è in mano al direttore generale con funzioni molto simili a quelli gestionali del comitato, con rappresentanza legale. Una nuova figura che esautora l’autorità consortile dei sindaci. Giuridicamente è un ibrido non giustificabile.. Dovrebbe dire qualcosa l’ufficio legislativo della Regione, come sulla questione del quorum valido della seduta.

    Amalia Bruni (Misto). Il direttore sarebbe lecito sia nominato dal comitato direttivo, come succede in qualunque altra regione. Qui si va verso l’accentramento di potere da parte del potere politico.

    Giuseppina Straface (Forza Italia) non si ritiene assolutamente d’accordo con l’emendamento presentato da Davide Tavernise (Movimento 5 Stelle). Nella legge distinguiamo tra gestione tecnica del direttore generale e gli indirizzi che sono del consiglio direttivo. Il fine è superare l’impasse della precedente esperienza nel sei settori idrico e dei rifiuti.

    Tavernise esprime forti riserve sull’operato. Il Sole 24 ore anticipa che su 13 miliardi di euro già disponibili nel Pnnr, l’Italia ne ha captato solo 5, meno del 50%. In Calabria ancora non abbiamo preso nemmeno 1 euro. La multiutility può avere a disposizione dai 4 ai 5 miliardi. Si augura che la persona che il presidente Occhiuto sceglierà come direttore generale sia realmente valido. Voterà con l’astensione. Reputa che l’intervento odierno del sindaco di Gioia Tauro sull’inceneritore sia “veramente vergognoso” essendo basato sul più netto localismo.

    Domenico Bevacqua (Partito democratico) manca il metodo democratico e viene mortificata la funzione dei territori.

    Ernesto Alecci (Partito democratico). Favorevole alla gestione delle risorse idriche della Sorical riformata. Contrario all’unificazione degli Ato rifiuti. L’articolo 126 del Regolamento interno tratta dei pareri obbligatori, in questa legge manca il parere del Consiglio delle Autonomie Locali, istituito dal Consiglio regionale nel 2017. Chiede di chiarire questo aspetto. Voto contrario.

    Amalia Bruni (Misto). Occhiuto dice che non ci sono preclusioni agli emendamenti migliorativi delle leggi, ma le presenti votazioni hanno visto approvare solo emendamenti della maggioranza. Voto contrario.

    Alessandro Laghi (De Magistris presidente). Bisognava meglio bilanciare il controllo politico della nuova Autorità. Si continua a parlare in questa Assemblea con leggerezza dell’incenerimento dei rifiuti, che è comunque dannoso per l’ambiente. L’inceneritore è un modo costosissimo (dai 130 ai 135 milioni di euro) già da solo, figuriamoci il raddoppio, che non fa che aumentare la frazione non destinata a discarica differenziata. Voto contrario.

    Raffaele Mammoliti (Partito democratico). L’impianto della legge conteneva criticità tanto che la stessa maggioranza ha prodotto in una settimana una quindicina di emendamenti. Non è contrario in via pregiudiziale alla Multiservizi. Ma come è successo per l’Azienda Zero in sanità, la maggioranza prende le buone pratiche delle altre regioni solo per la parte che conviene per il rafforzamento della giunta e del suo presidente. Non c’è coinvolgimento dei sindaci, l’impianto della legge è destinata al fallimento. Voto contrario.

    Francesco Afflitto (M 5Stelle). I fondi, come ha ricordato Occhiuto, vanno per il 70% alle Regioni che compiono l’affidamento unico entro il settembre 2022, il 30% con affidamento entro il 30 giugno 2022. Per questa ragione il suo voto sarà positivo, anche per salvare Sorical e Corap.

    Domenico Bevacqua (PD). Chiede il voto per appello nominale.

    Antonio Lo Schiavo (De Magistris presidente).  Contesta la tecnica legislativa che sta dietro il testo di legge che complica invece di semplificare. Quando nascono enti così importanti dovremmo oliare prima i meccanismi di funzionamento. Diversità politica rispetto al Movimento 5Stelle. Le dichiarazioni del sindaco di Gioia Tauro sono invece da tenere in considerazione. Il problema è se è giusto che le popolazioni subiscano passivamente le decisioni che piovono dall’alto. Non c’è monitoraggio delle ricadute ambientali sul territorio dell’inceneritore. Condivide a pieno le preoccupazioni del sindaco Alessio. Voto nettamente contrario. Annuncia le sue dimissioni dalla Commissione Vigilanza (presidente Afflitto)

    Giuseppe Graziano (UdC). Approviamo la legge per non perdere i finanziamenti del Pnrr e per avviare a soluzione i problemi dell’acqua e dei rifiuti.

    Giuseppina Straface (Forza italia). Giudizio positivo sull’operato della Commissione vigilanza.

    Alle 18,00 il presidente Mancuso passa alla votazione della legge nella sua interezza con appello nominale. Tutto secondo schieramento maggioranza-minoranza, con l’eccezione di Tavernise (M5S) astenuto e Afflitto (M5S) favorevole. La legge viene approvata con 22 voti, contrari 7, 1 astenuto.   

    Relazionata da Pietro Raso (Lega – Salvini presidente), la proposta di legge in 21 articoli prevede l’organizzazione dei servizi pubblici locali ambientali attraverso la costituzione di un unico ATO (Ambito territoriale ottimale) corrispondente al territorio della Regione Calabria, sia per il servizio idrico integrato sia per il servizio di gestione dei rifiuti urbani, e l’istituzione di un unico Ente di governo per ambedue i servizi, al quale partecipano obbligatoriamente tutti i comuni della regione. È costituita l’Autorità Rifiuti e Risorse Idriche Calabria, ente pubblico non economico con sede legale a Catanzaro cui partecipano obbligatoriamente tutti i Comuni della Calabria, ha personalità giuridica di diritto pubblica ed è dotata di autonomia amministrativa contabile e tecnica, potendo assumere determinazioni senza necessità di preventive o successive deliberazioni da parte di comuni e con facoltà di determinare tariffe all’utenza nel rispetto delle disposizioni impartite dall’Autorità di regolazione per l’energia e l’ambiente.

    L’autorità si avvarrà di una propria struttura tecnica e organizzativa, con personale proveniente dagli enti locali e dagli enti regionali e sub regionali, compreso il personale dell’Autorità idrica della Calabria che viene soppressa e il suo patrimonio trasferito con la nomina di un commissario straordinario a capo dell’Autorità unica che sarà nominato dal presidente di giunta entro dieci giorni dall’approvazione della legge in Consiglio. Il commissario rimarrà in carica fino alla costituzione degli organi dell’Autorità e comunque per un periodo non superiore ai sei mesi. Gli organi dell’Autorità saranno: il Consiglio direttivo, il direttore generale e il revisore unico dei conti. Il Consiglio direttivo è composto da 40 comuni individuati secondo le procedure indicate nell’articolo 8, che vi fa rientrare di diritto i sindaci o loro delegati dei 5 capoluoghi di provincia, mentre per gli altri 35 componenti si procederà alla loro individuazione mediante una votazione che terrà conto della consistenza demografica secondo 5 fasce con l’apertura di seggi elettorali presso i comuni capoluogo di provincia che costituiscono, ciascuna, una circoscrizione territoriale.

    L’Autorità definisce nello statuto strutture periferiche, denominate Conferenze territoriali di zona (CTZ) tenute ad esprimere pareri non vincolanti sui bacini di affidamento dei servizi e sulle loro modalità specifiche di organizzazione e gestione. Il direttore generale è nominato dal presidente di giunta e dura in carica 5 anni. Individuato mediante procedura pubblica, con una retribuzione che non potrà essere superiore a quella dei dirigenti generali di dipartimento.

    L’articolo 18 della legge si occupa della Sorical, considerata la rilevanza strategica. La società in house Fincalabra spa “è autorizzata ad acquisire le azioni della Sorical spa detenute dal socio privato, ove sia disponibile a cederle al complessivo prezzo di euro 1, ove sussistano le condizioni di legge”.

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