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“L’Ospedale di Lamezia è allo stremo, il personale sanitario ridotto all’osso non ce la fa più a gestire l’enorme mole di lavoro”

Amalia Bruni, leader dell’opposizione in Consiglio Regionale, chiede interventi di potenziamento del personale per il “Giovanni Paolo II” mentre i conti dell'Asp di Catanzaro non hanno un debito certo

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Mentre i conti dell’Asp di Catanzaro sono in rosso, con l’incompleta documentazione relativa al 2021 che certifica un risultato negativo per oltre 16 milioni, Amalia Bruni, leader dell’opposizione in Consiglio Regionale, chiede invece interventi di potenziamento del personale per il “Giovanni Paolo II”.

«L’Ospedale di Lamezia è allo stremo, il personale sanitario ridotto all’osso non ce la fa più a gestire l’enorme mole di lavoro che quotidianamente si trova di fronte. Sono giorni e giorni che mi giungono lamentele e denunce in specie dal Pronto Soccorso per casi che devono attendere tempi lunghissimi» sostiene l’ex direttrice del centro di neurogenetica, «la gente non si lamenta dei medici che continuano a fare stoicamente il loro dovere ma dell’assoluta carenza di personale e della mancanza di strutture, moderne e funzionali che non esistono. Liste di attesa lunghissime e visite saltate perché non c’è tempo».

Per la Bruni «le condizioni dell’ospedale non sono degne di strutture dove si curano i malati. C’è sporcizia, trasandatezza, carrozzine per disabili da terzo mondo, spazzatura anche in pronto soccorso e la drammatica vicenda delle ambulanze che arrivano dopo ore e spesso senza medico. La situazione è complicata, lo diciamo da molto tempo, e l’estate con l’arrivo dei turisti naturalmente si aggrava».

Quindi si ci rivolge ad Occhiuto, che oltre a presidente della Regione è anche commissario al piano di rientro, poiché «gli ospedali per funzionare hanno bisogno di medici, infermieri, OSS, personale amministrativo, se mancano questi o sono in numero non idoneo la struttura non potrà assolvere alle sue funzioni. Lei, insieme al Commissario Lazzaro ha autorità e disponibilità per risolvere il problema. Ci dica solo come intende muoversi, siamo disponibili ad offrire tutto il nostro aiuto ma evitiamo in futuro scene della disperazione per pazienti e famiglie e cerchiamo di rendere dignitosi i nostri luoghi di cura».

Buone intenzioni potenziali che poi devono fare i conti con tavoli ministeriali, bilanci da approvare, procedure di assunzioni, poiché la sanità da più decenni è aziendale.

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