Nel dibattito sui canadair nell’aeroporto lametino i progetti Sacal per il rinnovamento dell’aerostazione
Nei dati aziendali l'ultima subconcessione degli hangar che compare è scaduta nel 2022, mentre tra quelle in corso le ultime son state rinnovate nel corso del 2023
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Il segretario cittadino del Pd Gennarino Masi, gli ex presidenti del consiglio comunale lametino Francesco Grandinetti e Salvatore De Biase, la consigliera attualmente in opposizione in via Perugini Rosy Rubino, il direttore generale dell’area emergenza-soccorso-antincendio del Dipartimento vigili del fuoco, si schierano a favore della proroga della subconcessione degli hangar in uso allo scalo di Lamezia Terme alla società Avincis Aviation Italia, affidataria della gestione operativa e logistica della flotta aerea CL415, di proprietà del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, in virtù della centralità dello scalo lametino a livello regionale sia come importanza che come logistica.
Sacal invece avrebbe proposto di spostare i canadair nello scalo di Crotone (la società per azioni, con maggiori soci Regione ed enti pubblici, gestisce i 3 scali calabresi), trovando l’appoggio del consigliere provinciale pitagorico Cataldo Maltese.
La politica tira così il ballo o il sindaco della città della piana, Paolo Mascaro, o il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, con quest’ultimo che rinviava eventuali commenti ad un’interlocuzione con il Ministro Piantedosi che ieri era in Prefettura a Crotone per partecipare al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocato dal Prefetto Franca Ferraro.
Un dibattito politico che vuole inserirsi in una gestione aziendale: a Lamezia Terme sono normalmente operativi 2 velivoli CL415 e sono svolte le complesse attività di manutenzione necessarie ad assicurare la disponibilità dei canadair per lo svolgimento delle campagne antincendio. Nel periodo estivo sono schierati fino a 4 velivoli CL415 a copertura di un’ampia porzione dell’Italia meridionale, “sconfinando” in caso anche in altri paesi del Mediterraneo.
La stessa Sacal ricorda nel proprio bilancio 2022 pubblicato a giugno come «lo scalo di Lamezia Terme si caratterizza anche per l’intensa attività di voli di Stato e di emergenza, avendo sul sedime le basi del 2° Reggimento Sirio dell’Esercito, la base della sezione aerea della GdF, la seconda base nazionale come importanza del servizio antincendio dei Canadair del Ministero degli Interni, una base del 118 HEMS regionale e la sede del servizio elicotteristico dei Vigili del Fuoco».
Ma se ancora ufficialmente la società per azioni non ha preso una posizione pubblica a riguardo, con il dibattito politico incentrato su una nota interna tra i due soggetti coinvolti (anche se nei dati aziendali l’ultima subconcessione degli hangar che compare è scaduta nel 2022, mentre tra quelle in corso le ultime son state rinnovate nel corso del 2023), eventuali chiavi di lettura possono essere quelle legate al progetto del rinnovamento dell’aerostazione che comporterà interventi strutturali su più immobili esistenti.
Il consuntivo 2022 ricorda che «per Lamezia Terme è stato ottenuto il parere favorevole di ENAC sulla revisione del Master Plan aeroportuale, con una nuova proposta relativa alla futura aerostazione passeggeri ed è stata predisposta la documentazione per la valutazione preliminare ambientale sugli interventi previsti dal Piano. Inoltre, sono state messe in servizio le infrastrutture airside completate nel 2021 (nuovo piazzale, migliorie impiantistiche pista di volo) finanziate con fondi del Piano di Azione per la Coesione (PAC)».

Nel master plan viene annunciato che, entro il 2029, «in airiside si prevede, inoltre, la realizzazione di due nuovi hangar per aeromobili di codice C, uno dei quali a sostituzione dell’hangar esistente posto in prossimità del terminal merci, che verrà demolito per garantire un adeguato spazio alla mobilità sostenibile interna all’aeroporto, anche attraverso l’installazione di punti di ricarica dei mezzi handler da fonti di energia rinnovabili/autoprodotte. Contestualmente alla realizzazione dei nuovi hangar, si provvederà ad una riqualificazione dell’area in termini di superfici e segnaletica, coerentemente con la configurazione del nuovo terminal passeggeri».
Più nello specifico si prevede «la realizzazione di due hangar per aeromobili uno ad est (n. 18) ed uno ad ovest (n. 19) del terminal passeggeri, ognuno di superficie pari a 2.600 mq e volume di 23.400 mc. I due edifici dovranno essere progettati nell’ottica di garantire un utilizzo flessibile delle strutture nel lungo termine, tenendo conto della possibile conversione dei nuovi edifici destinati in prima fase agli hangar di rimessaggio aeromobili per altre funzioni tecniche di supporto dell’attività aeroportuale, quali ad esempio il terminal cargo. Pertanto, le caratteristiche tipologiche e dimensionali degli edifici risponderanno agli standard tecnici e alle raccomandazioni della manualistica di settore».
Nell’ambito più ampio dei lavori da effettuare tramite il Cis Volare «è stata finalizzata e presentata ad ENAC una nuova idea progettuale più attenta ai temi di sostenibilità, che prevede la completa ristrutturazione e l’ampliamento dell’attuale terminal merci, da riconvertire in aerostazione passeggeri per tutte le funzioni delle partenze, oltre alla riqualifica dell’attuale aerostazione passeggeri, da dedicare alle sole funzioni degli arrivi. L’idea progettuale è stata inserita nella revisione del Master Plan aeroportuale, che ha ricevuto il parere favorevole di Enac. L’investimento previsto per lo sviluppo dell’aerostazione è di 75.000.000 euro, a cui si aggiungono gli interventi per la security e la digitalizzazione dell’aerostazione (10.000.000 euro) e il potenziamento di reti e impianti a servizio della stessa (4.000.000 euro). L’appalto per i servizi di progettazione complementari sarà avviato nel primo semestre 2023, con il supporto di Invitalia. Nel frattempo, è stata messa in servizio la tendostruttura provvisoria installata nel secondo semestre 2021 e destinata ad offrire maggiore capacità per gli imbarchi, necessaria per supplire alle esigenze del maggior traffico dell’aeroporto registrato nel 2022, conseguente al termine del periodo di emergenza sanitaria. Tale struttura temporanea sarà sostituita a breve da un edificio definitivo, esteticamente e funzionalmente di livello decisamente superiore, che rappresenta il primo lotto funzionale dello sviluppo dell’aerostazione».
Gli altri interventi inclusi nel CIS “Volare Calabria” puntano a «uno sviluppo coerente dei sottosistemi aeroportuali: la riqualifica della viabilità di accesso e delle aree di sosta (12.000.000 euro), la realizzazione di un’area destinata a servizi handling e cargo con viabilità dedicata (5.000.000 euro), la riqualifica ambientale della fascia nord dell’aeroporto con realizzazione di una pista ciclabile collegata al circuito comunale e al lungomare (7.000.000 euro), l’adeguamento sismico del Distaccamento dei Vigili del Fuoco (1.000.000 euro), l’adeguamento tecnologico della segnaletica luminosa nell’area di movimento degli aerei (500.000 euro), la riqualifica della torre serbatoio (5.000.000 euro)».
Interventi che, tramite Invitalia, sono stati già appaltati in parte per quanto riguarda la progettazione, cui poi seguiranno i lavori.
Ma degli atti amministrativi, come spesso accade, nessuno dei politici citati ha fatto menzione.







