“Parco Savutano classica, amara e logorante delle incompiute calabresi”

Oggetto di un'interrogazione presentata da Lidia Vescio in qualità di consigliera provinciale, del parco provinciale in via Savutano torna a lamentarsi anche Piero Renda a nome del Parco agricolo di Calabria

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Oggetto di un’interrogazione presentata da Lidia Vescio in qualità di consigliera provinciale, del parco provinciale in via Savutano torna a lamentarsi anche Piero Renda a nome del Parco agricolo di Calabria, ricordando che «il polmone verde progettato per la rigenerazione urbana resta un’area recintata e invasa dalle erbacce. Mentre la Provincia attende i fondi dalla Regione, l’opera diventa il simbolo dell’ennesima incompiuta. Chi passa oggi lungo via Savutano non vede il laghetto artificiale, non sente il vociare dei bambini nell’area giochi e non può passeggiare lungo i viali alberati tanto sbandierati nei rendering architettonici. Vede solo una recinzione, una distesa di erbacce e i solchi ormai sbiaditi di un cantiere avviato e mai portato a termine. Il Parco Savutano, nato per essere il fiore all’occhiello dell’urbanistica lametina, si è trasformato nella più classica, amara e logorante delle incompiute calabresi».

Secondo Renda «la storia del Parco Savutano è un vero e proprio campionario di proclami a vuoto. Da Wanda Ferro a Enzo Bruno — l’allora presidente della Provincia di Catanzaro che rassicurava sulla rapida conclusione dei lavori — le promesse si sono succedute per anni. Nel 2019 la palla è passata al successore Sergio Abramo, che rilanciava il progetto al grido di “Così rigeneriamo la città”. Oggi, l’attuale gestione provinciale guidata da Amedeo Mormile continua a fare i conti con lo stesso, identico cantiere fantasma. Sulla carta il progetto resta ambizioso: prevede un teatro all’aperto, un laghetto, aree di sgambatura per cani, spazi attrezzati per il tempo libero e impianti d’irrigazione all’avanguardia, il tutto nel rispetto del totale abbattimento delle barriere architettoniche. Nella realtà, ci si continua a nascondere dietro le solite scuse legate alle coperture finanziarie».

Lo stesso Renda specifica che «l’ostacolo principale porta infatti il nome del bilancio. Dopo un infinito valzer burocratico e un concorso di idee svoltosi nel febbraio 2023, la Provincia di Catanzaro ha ripreso in mano il dossier elaborando un progetto esecutivo di completamento del valore di circa un milione di euro — una cifra persino ridimensionata rispetto al milione e mezzo stimato in origine. La Provincia ha quindi bussato formalmente alle porte della Regione Calabria per chiedere lo stanziamento della somma necessaria. Da quel momento, però, l’iter sembra essersi arenato nell’ennesimo stallo istituzionale: si premiano i progettisti, si indicono concorsi, ma le macchine nei cantieri restano spente».

Si lamenta così che «il completamento di un parco pubblico non garantisce forse lo stesso ritorno d’immagine di un grande appalto faraonico, ma incide direttamente sulla quotidianità di chi la città la vive ogni giorno. Fino a quando Provincia e Regione continueranno a ripetere che “si stanno cercando i fondi” anziché agire da amministratori concreti, il Parco Savutano rimarrà soltanto una bellissima fotografia sulla carta. E l’ennesimo, pessimo esempio di gestione della cosa pubblica».

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