Gruppo Territoriale M5S Lamezia Terme ipotizza la raccolta firme per cambiare il calcolo Tari

Se la tariffa copre il costo del servizio, i 5 stelle locali tornano a chiedere una tariffa pesata sui rifiuti prodotti e non l'attuale sistema che segue la direttiva nazionale

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Anche il Gruppo Territoriale M5S Lamezia Terme torna ad esprimersi commentando l’approvazione ieri della Tari 2026, parlando di «una vera e propria stangata che stride clamorosamente con le promesse elettorali del sindaco Murone e della maggioranza, i quali avevano garantito una riduzione della pressione fiscale ma che, di fatto, scaricano ora sul bilancio dei cittadini il peso di un debito comunale da risanare per placare le aspettative della Corte dei Conti». Affermazione errata, poiché il gettito Tari è calcolato sul costo del servizio rifiuti, e sul bilancio gravano le riduzioni ed esenzioni: quanto incassato dalla Tari non è legato al disavanzo, anzi quanto non incassato aumenta i residui.

Tari 2026 in ritardo per l’approvazione entro fine mese ed in crescita nel costo da coprire

Secondo il Movimento 5 Stelle però questa delibera «rappresenta una scelta politica precisa, volta a far pagare ai lametini il costo di un sistema politico-amministrativo fallimentare, mentre la rabbia dei cittadini, raccolta in centinaia di commenti, non si placa di fronte alle giustificazioni dell’ente e si riversa soprattutto contro un sistema di calcolo della tassa che è profondamente iniquo, poiché basato unicamente sui metri quadri dell’immobile e sul numero dei componenti del nucleo familiare residente. Un criterio che non tiene minimamente conto del comportamento virtuoso di chi produce meno rifiuti e si impegna nella raccolta differenziata, penalizzando ingiustamente le famiglie attente a favore di chi invece ne produce di più». Un criterio che è nazionale, non discrezionale, e non viene scelto dagli utenti social.

L’analisi politica poi contesta che «mentre le strade restano martoriate, i servizi urbanistici legati alla mobilità scarsi e mal gestiti e la città è abbandonata a problemi endemici, l’amministrazione si distingue per la capacità di spendere circa 95.000 euro per lo staff del sindaco (in realtà sono 70.000, e cesserà di esistere da dopo l’approvazione del piano di riequilibrio non essendo più possibile la coabitazione con assunzioni fiduciarie, nb), oltre ad altri incarichi con deleghe effimere e prive di reale sostanza, risorse che avrebbero potuto essere utilmente impiegate per ridurre il carico fiscale anziché gravare ulteriormente sulle casse pubbliche».

La retorica si fa poi nazionale: «ma a pagare il prezzo più alto sono le famiglie e le imprese già messe in ginocchio dall’aumento generalizzato del costo della vita e da una gestione che antepone gli interessi personali a quelli della comunità».

Pagamento Tari 2026 previsto in 3 rate tra settembre e novembre, costi in aumento anche per gli utenti

Nel finale il colpo di teatro, con il Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle lametino assieme al coordinatore Provinciale Luigi Stranieri, a proporre «una eventuale legge di iniziativa popolare, con l’obiettivo di raccogliere le firme tra i lametini per un nuovo calcolo della Tari che abbandoni l’attuale sistema basato su metratura e componenti del nucleo familiare e si fondi, invece, sull’effettiva quantità di rifiuti prodotti per singolo nucleo familiare, restituendo così equità e giustizia a una tassa che, nell’ennesimo colpo al portafoglio dei contribuenti, sta diventando insopportabile». Una proposta che andrebbe contro l’attuale sistema e non applicabile nonostante invocata a più riprese nel corso delle ultime amministrazioni comunali.

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