Lamezia Domani condivide la versione dell’amministrazione comunale sulla Tari 2026

Si ricorda inoltre che "le entrate Tari storicamente si aggirino intorno al 62%: questo dato allarmante significa che circa il 40% dei cittadini non paga la Tari"

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Il dibattito politico lametino anche sulla Tari 2026 rimane a livello superficiale, e così anche il gruppo “Lamezia Domani” ripete la parte dei dati sottolineati dall’amministrazione comunale: «il costo di esercizio (comprensivo di raccolta e trasporto, differenziata, spazzamento, trattamento e smaltimento, gestione e costi generali) ammonta a € 13.450.463,21. Sostanzialmente, con le tariffe previste, viene assicurata in via previsionale la copertura integrale dei costi del servizio di gestione rifiuti. Il gettito tariffario, comprensivo di quote fisse e variabili per utenze domestiche e non domestiche, è esattamente pari a € 13.450.463,21. Di questa somma, ben € 315.000,00 sono a carico del Bilancio Comunale per garantire agevolazioni già attive».

“L’adeguamento del +6,2% per le utenze domestiche si traduce in un impatto reale contenuto”

Il gruppo che ha espressione politica nell’assessore Gianturco ricorda che «l’Amministrazione si trova a dover far fronte a un’uscita certa potendo contare solo su un’entrata stimata. Si dà il caso, infatti, che le entrate Tari storicamente si aggirino intorno al 62%: questo dato allarmante significa che circa il 40% dei cittadini non paga la Tari. Ed è vero che l’incremento medio del 2026 rispetto al 2025 si aggira intorno al 6,2%, ma si tratta di un adeguamento dovuto, in ottemperanza alle disposizioni Arrical e in forza di una richiesta della Multiservizi necessaria per far fronte all’aumento dei costi gestionali complessivi (come il rincaro del gasolio e l’acquisto di nuove attrezzature). Pertanto la semplice richiesta, a fronte di riduzioni già in essere per € 315.000 a favore di utenti disagiati, di prevedere ulteriori riduzioni per le utenze fragili (domestiche e non), ci sembra francamente un puro esercizio retorico».

Fino al 13 agosto possibile richiedere le esenzioni Tari legate alla Legge 104 per come riviste in consiglio

Si sostiene che «nell’attuale contesto finanziario dell’Ente (non bisogna dimenticare quanto emerso nella precedente seduta del Consiglio Comunale del 21 luglio 2026), la richiesta o previsione di ridurre in misura significativa gli incrementi a carico delle famiglie in situazioni di disagio appare del tutto pretestuosa. A meno che non si vogliano ulteriormente comprimere servizi essenziali per la città, come la manutenzione ordinaria della viabilità e del verde pubblico, la previsione di ulteriori agevolazioni – seppur umanamente condivisibili – allo stato attuale non può essere accolta. Va ricordato inoltre, che tali proposte hanno già riscontrato il parere negativo della dirigenza del settore finanziario».

O magari basterebbe affidarsi agli atti amministrativi: essere arrivati all’ultimo per parlare di argomenti la cui scadenza era il 31 luglio, ad agosto non si possono modificare più regolamento ed aliquote per il 2026, mentre già lo scorso anno si dovette fare una variazione in bilancio anche nell’ottica della mancata approvazione delle aliquote Tari in tempo con maggiore aggravio per le esenzioni da coprire in bilancio ma dovendo rivedere al ribasso il piano dei costi. Nel prossimo biennio saliranno con il 50% del totale da pagare in unica rata entro il 30 aprile, o almeno questa è la previsione degli atti amministrativi approvati in aula.

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