Anche Francesco Grandinetti segue il coro di critici verso l’aumento Tari 2026
Si unisce il tema dei conti comunali alla tariffa che viene calcolata a copertura integrale del servizio rifiuti e non ad integrare le entrate in bilancio
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Se di Tari nessuno sentiva il bisogno di interrogarsi prima della scadenza del 31 luglio per approvare le nuove aliquote (in caso contrario sarebbero state confermate quelle dell’anno precedente, dovendo però coprire in altri modi o tagliare i costi del servizio per cui la tariffa dei rifiuti è concepita), passata in consiglio comunale aumenta il coro dei contrari che vorrebbero maggiori sgravi che però per il 2026 non possono essere più concessi.
Francesco Grandinetti, L.A.M.E.T.I.A.enonsolo già presidente PD Lamezia, si associa alle critiche ex post del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle e altre forze di opposizione presenti in Consiglio comunale lamentando che «quando chi amministra non comprende che anche dieci euro possono incidere sul bilancio mensile di una famiglia in difficoltà, significa che si è perso il contatto con la città», anche se proprio per la Tari nel 2026 è presente a livello nazionale il bonus sociale.
Quali sono stati gli aumenti di spesa collegati alla maggiore Tari da riscuotere nel 2026
Se tra le cause degli aumenti della Tari figurano anche i costi maggiori dovuti alla non corretta effettuazione della raccolta differenziata, che poi si riflettono su consuntivi maggiori con Arrical, Grandinetti riprende la proposta del Movimento 5 Stelle di «aprire una riflessione su un sistema tariffario che premi maggiormente chi produce meno rifiuti. È una proposta che merita di essere discussa senza pregiudizi, perché introduce un principio di equità, cioè quello di far pagare di più a chi produce più spazzatura e meno a chi adotta comportamenti virtuosi». A Lamezia Terme molti cittadini non rispettano l’uso dei mastelli introdotto da più di un lustro, quindi anche la raccolta dati tramite codice a barre prevista inizialmente è naufragata nella pigrizia delle buste.
Si contesta anche la riapertura dei termini di 10 giorni per gli utenti che rientrano nelle nuove esenzioni legate alla Legge 104, sostenendo che «chi deve ottenere un ISEE aggiornato, prendere appuntamento presso un CAF o raccogliere la documentazione necessaria rischia concretamente di perdere un diritto semplicemente perché i tempi sono irrealistici, soprattutto in questo periodo dell’anno». Il termine per presentare le domande era il 31 gennaio, ed essendo limiti più stringenti la platea dei beneficiari andrà a diminuire ma in teoria non dovrebbero servire nuove domande per chi già rientrava nel bonus con le attuale condizioni Isee.
Anche Grandinetti poi, come fatto da altre forze politiche, unisce due temi distinti: la Tari viene calcolata sul costo del servizio, e l’impatto sul bilancio è quello solo relativo al peso che ha sulla fiscalità generale la somma di esenzioni e riduzioni che vi fanno capo. Niente “fare cassa”, come dimostra anche la differente data di scadenza per approvare in consiglio comunale il bilancio di previsione rispetto alla tariffa per il servizio rifiuti.
«Se oggi i conti del Comune non tornano, questa situazione non nasce dal nulla. È il risultato di dieci anni di amministrazione di centrodestra durante i quali i cittadini sono stati rassicurati, giorno dopo giorno, che i conti erano in ordine. Oggi emerge invece una realtà ben diversa, e credo che su questo qualcuno debba assumersi la responsabilità politica di spiegare cosa sia realmente accaduto» reputa invece Grandinetti, ma il disavanzo in essere era noto già nei 10 anni precedenti, era da estinguere entro il 2043, ed il ricalcolo a salire farà slittare solo di qualche anno il termine precedente riprendendo però in vincoli superati prima dell’avvento dell’amministrazione Murone. La Tari non è collegata, anzi contrariamente al 2024 e 2025 non c’è nemmeno più una quota parte di tributo collegata ai debiti Rsu precedenti.
Nonostante ciò per Grandinetti «una politica che smette di vedere le persone e guarda soltanto i bilanci è una politica che ha già perso il suo ruolo. E quando, anziché affrontare i problemi concreti delle famiglie, delle imprese e del lavoro, preferisce alimentare dibattiti sui social su temi lontani dalla quotidianità per distrarre l’opinione pubblica, allora ha già iniziato ad allontanarsi dalla città che è chiamata ad amministrare. Perché la buona politica non si misura soltanto dalla capacità di chiudere un bilancio, ma dalla capacità di migliorare la vita delle persone. Ed è su questo che, come opposizione, continueremo a vigilare e a fare proposte». Quelle sulla Tari in aula erano però irricevibili per il 2026, fino al prossimo luglio si può ragionare sul 2027 con costi previsti ancora in aumento.







