Continua la “Trumpizzazione” della politica lametina in ottica di questioni locali e nazionali

Settembre mese di pagamento Tari e voto del bilancio consolidato, ad ottobre piano di riequilibrio, novembre ultimi possibile variazioni di bilancio per poi pensare al rinnovo del Parlamento

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Continua la “Trumpizzazione” della politica lametina, che anche nel mese di agosto si affida a post, social, intelligenza artificiale e querelle varie che si rincorrono lungo la rete senza badare a soluzioni, competenze o reale attrattiva delle tematiche.

Il paragone con le strategie comunicative sdoganate oltre oceano da Steve Bannon, il dirigente d’azienda ed ex Capo stratega della Casa Bianca oltre che consigliere senior del Presidente degli Stati Uniti durante il precedente mandato, si basa sulla consuetudine di ripetere determinati concetti per fomentare la propria pletora di follower, schierarsi a più non posso per fare in modo che tutto duri il tempo di un click senza la possibilità per elettori e lettori di verificare realmente. Ben vengano i toni indignati, le accuse incrociate, le semplificazioni populistiche di tematiche complesse.

C’è poi la concorrenza temporale: quando il parlamento americano dovrà affrontare le elezioni midterm tra Camera e Senato, in via Perugini terrà banco il piano di riequilibrio che l’attuale amministrazione ha voluto riportare alla Corte dei Conti dopo la chiusura del precedente, rivedendo al rialzo il disavanzo già esistente da ripianare. Non ci sono negli atti amministrativi approvati le avvisaglie di dissesto, anche se ciclicamente lo si cita come se fosse dietro la porta di ingresso.

Approvato in giunta l’assestamento generale di bilancio e salvaguardia degli equilibri per l’esercizio 2026

Un dibattito sano avrebbe affrontato la vicenda ammettendo che negli atti poi si porteranno avanti i pagamenti già in atto come rateizzati per servizio idrico e rifiuti (rivisti solo successivamente dalla Regione rispetto alle annualità richieste), ma la narrazione è diversa per volersi porre come in discontinuità con il passato. Intanto le mancate alienazioni dei beni comunali non utilizzati, previste ma non effettuate nel corso del primo anno di amministrazione Murone, saranno altre partite che si andranno ad affrontare nell’allungare il termine inizialmente fissato al 2043, ma aggiungendo anche altro. Non nuovi balzelli tributari per i cittadini, se non il ritorno all’obbligo di rispettare almeno il 36% di copertura da parte degli utenti per i servizi a domanda individuale (asili nido, fiere e mercati, mense scolastiche, teatri, impianti sportivi, uso locali non istituzionali, che nel rendiconto 2025 è stata comunque del 47,29% come media tra le varie voci).

Rendiconto 2025 non concorde con il rendiconto 2024 su accantonamenti già noti

Si tornerà a dover attendere il parere della commissione ministeriale su possibili assunzioni (che già non arrivava nei termini utili a bandire le selezioni quando il consiglio comunale approvava gli atti richiesti entro le scadenze previste, percorso ancora più in salita dato il trend dell’ultimo anno con quasi ogni data non rispettata), ma l’attuale amministrazione in carica non ha ancora approvato il Piao con il relativo allegato del piano triennale del fabbisogno, mentre dopo il piano di riequilibrio cesserà ogni possibilità di avere nuovi incarichi esterni (che siano staff del sindaco o dirigenti fiduciari). Quando si parla di servizi da rendere ai cittadini, di finanziamenti da ottenere o da mettere in cantiere, di appalti ed eventi, al netto delle buone intenzioni degli organi di indirizzo politico è la presenza o meno di un adeguato numero di dipendenti ai vari livelli a fare la differenza.

Nessuno degli organi politici ad oggi ha posto il problema, evidentemente si reputa sia un particolare di secondaria importanza rispetto a temi social ma su cui il Comune non ha voce in capitolo. Un po’ come i post a ciclo continuo di Trump su Truth, l’importante è parlare di quello che polemizza maggiormente il pubblico. Almeno non ci sarà un “Maga” come acronimo, anche se nella campagna elettorale delle ultime amministrative qualche candidato al posto di consigliere aveva provato anche a rendere locale il “make America great again” senza poi essere eletto.

LA BOLLA POLITICA

Sarà che il 2027 sarà l’anno del rinnovo del Parlamento, ma nella bolla interna al dibattito politico lametino si è vivacemente estroversi nelle ultime settimane:

  • il gruppo locale di Fratelli d’Italia sfiducia quello di Futuro Nazionale per le divergenze del parlamentare lametino a Roma, dopo che i vertici regionali meloniani avevano revocato la propria fiducia al sindaco Murone di cui vicesindaco e consiglieri sono ancora però sostenitori al momento;

  • Vannacciani che chiedono “rigore militare” al primo cittadino nei confronti degli uffici, snaturando però la divisione dei compiti tra organi di indirizzo politico e organi di indirizzo amministrativo prevista da norme nazionali (le stesse che spiegano che il piano delle perfomance non è competenza dei consiglieri comunali, così come la microstruttura e macrostruttura degli uffici, e che assunzioni ed incarichi siano normati e non discrezionali);

  • il passato che torna da un centrosinistra diviso e non vincente alle urne da qualche lustro, e che aveva iniziato l’attuale mandato amministrativo con crepe ancora oggi esistenti nel nuovo corso (vedi la meiosi rispetto all’esito delle urne nel Pd ed il proliferare di interventi su svariati temi in modo singolo dei tesserati);

  • precedente ed attuale sindaco a citare gli stessi atti ma con letture diverse a seconda della pagina di osservazioni della Corte dei Conti tenuta in considerazione (c’è poi da filtrare i toni e la retorica “legale”, perché altrimenti si dovrebbe ammettere che il disavanzo al 2043 era noto sia prima che dopo il giugno 2025), ma entrambi rivendicano la solidità della maggioranza al servizio delle proprie decisioni anche quando gli stessi consiglieri sono citati sia in una narrazione che nell’altra come voti a favore (chiedere a Forza Italia);

  • l’Udc ha un solo consigliere comunale e non può fare quindi un gruppo consiliare dopo non aver corso con una lista propria alle elezioni, ma rivendica la propria autonomia in maggioranza sia quando è d’accordo che quando è in dissenso, mentre la Lega perso il gruppo originario per la diaspora Vannacciana ha esponenti di area sia in maggioranza che opposizione, essendo legati gli uni a Mancuso e gli altri a Bevilacqua come referenti regionali, ma senza poter usare nome e simbolo dei fedeli a Salvini

Si aggiungono poi nel contesto altre considerazioni:

  • c’è continuità di consiglieri che o leggono interventi scritti preimpostati prima dei lavori, o votano senza intervenire seguendo le direttive del capogruppo, o cambiano toni ed atteggiamento a seconda che sia online o offline la diretta streaming dei lavori consiliari;

  • bastano 13 voti concordi e si può continuare o terminare il corso dell’attuale amministrazione, approvare o bocciare un punto all’ordine del giorno, modificare una proposta se l’emendamento è stato presentato nei modi e tempi previsti da regolamento (l’attuale divisione vede 16 consiglieri di maggioranza ed 8 di opposizione, cui si aggiunge il voto del sindaco)

I PROSSIMI MESI

Prima del piano di riequilibrio, la cui adesione essendo stata votata in consiglio comunale non è più un’opzione da percorrere ma una strada impostata, entro fine settembre ci dovrebbe essere il voto del bilancio consolidato 2025, ovvero l’incrocio tra il consuntivo comunale e quello delle società partecipate lametine. Organi di indirizzo politico che da sempre sono prodighi di giudizi in merito, ma non sono fioccate le analisi su quanto consegnato nelle relazioni allegate agli equilibri di bilancio, mentre fiumi di parole su emodinamica, cinghiali e parcheggi a pagamento fatti rispettare in aeroporto.

Vincoli per fiumi Amato e Turrina, progetti fotovoltaico e porto turistico collegati al rilancio di LameziaEuropa

La mancata approvazione del documento contabile nei termini non comporterà, come avvenuto per bilancio di previsione e quello consuntivo, l’intimazione dei 20 giorni da parte della Prefettura pena lo scioglimento anticipato della consiliatura, ma “solo” il non poter sottoscrivere nuovi contratti di personale al Comune: scenario al momento più teorico che pratico date le premesse prima esposte.

Pagamento Tari 2026 previsto in 3 rate tra settembre e novembre, costi in aumento anche per gli utenti

Oltre all’avvio del triennio di un nuovo collegio dei revisori dei conti, il nono mese dell’anno sarà anche quello dell’arrivo, digitale ed analogico (perché la doppia spesa rimane in via Perugini, ma per l’affetto al cartaceo di alcune categorie di elettori nessuno contesta), nella casa dei lametini della Tari 2026, la cui portata maggiorare rispetto all’anno precedente non è stata commentata nel miglior modo dalla politica cittadina poiché:

  • le aliquote aumentate sono in linea con quelle delle principali città calabresi;

  • l’incremento della spesa da sostenere è collegato non solo all’aumento del costo di beni e servizi, ma anche all’aggiornamento della contrattazione nazionale dei lavoratori del settore oltre al consuntivo Arrical più alto rispetto al previsionale per la pigrizia degli utenti a fare correttamente la raccolta differenziata (usare sempre e solo buste e non i mastelli comporta spese di smaltimento in più, senza parlare delle bonifiche delle discariche lungo il territorio che si aggiungono ai conferimenti in discarica);

  • costi più alti sono previsti anche per il 2027 e 2028, con però un acconto del 50% rispetto a quanto pagato l’anno prima da versare entro fine aprile.

Troppe parole per un post o una grafica fatta con l’intelligenza artificiale, mentre a giugno tra una processione e l’altra nessuno avanzava pubblicamente la necessità di avviare un dibattito per discutere della tariffa legata al servizio rifiuti ed igiene urbana, prossimo per altro a cambiare a livello regionale.

Passato ad ottobre il piano di riequilibrio, entro fine novembre ci saranno le ultime possibilità per fare variazioni di bilancio ordinarie, poi festività natalizie e si riprenderà il ciclo vitale politico di scadenze e polemiche. Fino al prossimo click, la successiva campagna elettorale (nel dibattito nazionale sulla legge elettorale tiene banco il tema delle preferenze scritte in scheda ai singoli specifici candidati, sistema invocato anche da alcuni ambienti e già vigente per amministrative e regionali, ma a livello locale si è più liberi di “cambiare squadra” in corso d’opera come dimostra da tempo il consiglio comunale).

L’IPERURANIO

C’è poi un campo più pratico di distanza tra realtà e social che emerge tra bandi effettuati e quelli da mettere in pratica:

  • l’avviso comunale per concedere l’uso gratuito dei beni culturali e suolo pubblico ha ricevuto poche adesioni da chi aveva già organizzato i propri appuntamenti, a dimostrazione che la sbandierata necessità di aprire all’uso e fruizione determinati spazi si areni poi nel campo pratico e sia poco attrattivo;
  • con la ripresa dell’anno scolastico, negli istituti attualmente non oggetto di lavori in corso, si tornerà a parlare dell’affidamento pomeridiano delle palestre alle società sportive, le quali però in maggioranza hanno bisogno di spazi indoor per allenamenti e partite che possono essere garantiti solo da poche strutture;
  • dovrebbe tornare nei prossimi mesi fruibile il Palasparti (gestione ancora in corso quella della Raffaele Lamezia), il nuovo palasport è poco appetibile per i costi di uso legati alla dimensione dello stesso (il progetto di cittadella dello sport ad oggi è più un’idea che una concreta azione avviata), c’è da rivedere la convenzione in scadenza per il “Guido D’Ippolito” e quelle da prorogare per i lavori Pnrr (stadi “Renda” e “Riga”, ma anche lo stesso Palasparti);
  • ad ottobre scadrà l’attuale gestione dei 3 parchi principali lametini, con le indicazioni della giunta che prevedono singole procedere per ognuno scorporando anche il campo polivalente Gagliardi che però dovrebbe già dare turni da settembre per gli allenamenti;
  • il calendario di spettacoli del Teatro Grandinetti è fissato fino a maggio, è attesa che si passi al bando di gestione pluriennale non solo di via Cassoli (in proroga fino al termine dell’anno) ma anche di Teatro Costabile e Teatro Umberto attualmente in fase di riqualificazione tramite i fondi di Agenda Urbana, ma anche in questo caso c’è un dibattito chiuso nel salotto culturale lametino.

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