Residenti di via Isaac Newton scettici verso le misure in campo del post Scordovillo

Il progetto di conversione iniziale era di viabilità e nuovi insediamenti, ora sembrerebbe scelta la strada di autostazione, dopo aver completato la bonifica.

Più informazioni su

I residenti di via Isaac Newton lamentano come non basti l’operato degli operatori della Lamezia Multiservizi che «ogni mattina svuotano cassonetti che spesso, nel giro di poche ore, tornano a riempirsi e raccolgono ciò che altri abbandonano. Sarebbe profondamente ingiusto rivolgere a loro una protesta che riguarda invece un fenomeno strutturale, ormai impossibile da affrontare soltanto con la raccolta ordinaria», sottolineando come il superamento del campo di Scordovillo sia in corso: «la delocalizzazione delle famiglie, l’abbattimento (ad oggi parziale) delle baracche, la messa in sicurezza e il recupero ambientale rappresentano un passaggio storico. Ma proprio perché qualcosa finalmente si muove, è necessario non fermarsi a metà. A poche centinaia di metri continuano infatti a comparire sacchi, rifiuti, materiali da demolizione e da risulta, cumuli di inerti e nuovi scarichi, talvolta perfino oltre aree già transennate. In una sola notte un tratto relativamente sgombro può trasformarsi nuovamente in una discarica a cielo aperto».

I residenti chiedono «controlli, identificazione degli eventuali responsabili, rimozione dei materiali e applicazione effettiva degli strumenti previsti dalla legge», prendendo atto delle spiegazioni dell’amministrazione comunale ed i limiti legati allo smaltimento in discarica di materiale di risulta esterno alla raccolta differenziata.

Per questo viene chiesta «l’installazione di sistemi di videosorveglianza ambientale e fototrappole nell’area di via Isaac Newton e lungo il collegamento con via Miceli», anche se all’incrocio tra le due strade come porta di accesso al campo rom esiste già un sistema di videosorveglianza da anni.

Altra richiesta già in corso è l’analisi dell’inquinamento ambientale presente nell’area attorno al campo rom, che sarà completata dopo lo sgombero totale dell’insediamento, così come l’ordinanza comunale per la pulizia dei terreni in ottica anticendio, con i residenti che chiedono a via Perugini però di far rispettare il taglio del verde anche ad Rfi, oltre che provvedere ad una più puntale manutenzione stradale (la strada di accesso al campo rom è stata già riasfaltata negli ultimi anni, ma non in modo completo per tutto il resto del percorso verso l’uscita che porta allo stadio “D’Ippolito”), chiedendosi poi cosa ne sarà dopo di Scordovillo: il progetto di conversione iniziale era di viabilità e nuovi insediamenti, ora sembrerebbe scelta la strada di autostazione.

“5.400.000 euro per ridisegnare radicalmente la mobilità urbana ed extraurbana di Lamezia Terme”

Più informazioni su