Il sindaco Murone apre ad una possibile verifica con Futuro Nazionale, i vannacciani non concordano

Reazione agli strali nazionali del leader Vannacci contro il centrodestra, le repliche dei leader regionali dei partiti di maggioranza e relative “comande” al livello locale di prendere posizione.

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Ubi maior, minor cessat, e così dopo i precedenti comunicati distensivi tra le parti ora invece la presenza di Futuro Nazionale nella maggioranza a sostegno del sindaco Murone mette fibrillazione in città come reazione agli strali nazionali del leader Vannacci contro il centrodestra, le repliche dei leader regionali dei partiti di maggioranza e relative “comande” al livello locale di prendere posizione.

Se il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia aveva riaperto il capitolo commenti, dopo che alcune delle varie anime del centrosinistra invocavano la crisi di maggioranza per il cambio di gruppo degli ex leghisti fedeli al parlamentare Furgiuele, in prima battuta il sindaco Mario Murone (la cui candidatura era stata intestata a Lega e Noi Moderati) aveva nei momenti precedenti garantito che la strada tracciata in campagna elettorale sarebbe proseguita anche mutando i vessilli di 2 consiglieri comunali, i quali ad inizio anno avevano anche ottenuto il cambio del proprio assessore di riferimento. Tre giorni fa l’ultima dichiarazione del gruppo vannacciano a criticare gli uffici e chiedere un rigore marziale al primo cittadino, perorandone però una fiducia nell’operato.

Poi dopo le uscite studiate per suscitare clamore dell’europarlamentare sommate alle elezioni suppletive a Reggio Calabria, la situazione lametina è divenuta attenzionata per non generare un doppio standard politico. Il tutto senza discutere di una scelta o di un atto amministrativo comunale, ma ubi maior minor cessat: le dichiarazioni contro unioni civili e pari opportunità che nella Sala Luisi erano passate senza colpo ferire, ora potrebbero essere registrate diversamente per il peso specifico che potrebbero avere alla luce riflessa che l’ex generale cerca con dichiarazioni mirate.

«Le espressioni riportate dagli organi di stampa e l’enfasi con la quale si è voluta significare una irreversibile rottura da parte di Futuro nazionale con il Governo, Forza Italia ed altri partiti della coalizione, non possono promanare da una componente della maggioranza di centrodestra ma, soprattutto, non dovrebbero proprio albergare nel comune modo di esprimersi dei politici» ha detto Mario Murone in un’intervista online, lanciando così un monito al gruppo Futuro nazionale che a Lamezia Terme fa parte della maggioranza ed esprime due consiglieri comunali e un assessore, tutti ex Lega e che hanno seguito il deputato Domenico Furgiuele.

«Non si tratta, infatti – prosegue il sindaco – di una mera distanza o contrapposizione ideologica ma di un giudizio di disvalore espresso nei confronti di una coalizione con la quale si governa insieme a Lamezia Terme, così come pure evidenziato dal gruppo consiliare di Fdi. La contraddizione è in re ipsa ed evidentemente deve essere sanata: se non ci si discosta apertamente da tali ideologie e dal relativo modo di intendere la politica, prendendone le distanze, si esce dalla maggioranza. Per questo, ho ritenuto di darne già immediata comunicazione all’assessore di Futuro Nazionale e a tutti i capigruppo della mia maggioranza».

«Ho sempre dichiarato senza mezzi termini – conclude Murone – che la mia maggioranza è fondata sul non negoziabile rispetto dei diritti e dei principi fondamentali della persona, che sono alla base della convivenza civile, e che una riflessione nel gruppo di maggioranza sarebbe stata avviata nel momento in cui l’iniziale comunità d’intenti fosse stata eventualmente messa in crisi da atteggiamenti, affermazioni o quant’altro avesse potuto minare alla radice il rispetto dei medesimi».

Non dello stesso avviso i due consiglieri di Futuro Nazionale, Massimo Cristiano e Carmine Villella: «terremo il sindaco Mario Murone fuori da questa contesa. Non ci sogneremmo mai di mettere in crisi l’Amministrazione e, con essa, la città. Non saremo noi ad aprire una crisi politica. Abbiamo sostenuto il sindaco, votato le linee programmatiche e lavorato lealmente per un anno. Continueremo a farlo finché ce ne saranno le condizioni. Riteniamo inoltre che un confronto politico serio tra alleati debba svolgersi nelle sedi opportune e non attraverso la stampa. Se qualcuno ritiene che questa esperienza debba essere messa in discussione, esistono modi, tempi e sedi preposte. Si apra innanzitutto un confronto all’interno della maggioranza e, se qualcuno ritiene di dover arrivare fino in fondo, esiste il Consiglio comunale».

«In questi giorni – affermano – sentiamo un gran parlare di Futuro nazionale e della nostra presenza nell’Amministrazione comunale. Un dibattito che, sinceramente, ci stupisce, perché mentre dovremmo concentrare ogni energia sulle questioni che riguardano direttamente i cittadini e la città, ci ritroviamo invece a discutere di beghe e dinamiche politiche nazionali e regionali che poco hanno a che vedere con Lamezia Terme. Il nostro invito è molto semplice: abbassiamo i toni, lasciamo queste contese fuori da Lamezia e torniamo a occuparci della città e dei suoi cittadini. Le dinamiche e le dichiarazioni che arrivano da fuori città restino fuori».

Lo stesso consiglio comunale che poi parla di temi non di proprio competenza come sanità, parcheggi privati, cinghiali ma in quel caso si fa meno distinzione.

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