Appalto affidato a giugno ma cantiere non aperto nell’aeroporto lametino, preoccupati consiglieri a Catanzaro
In una nota Corsi, Costa, Segio Costanzo, Scarpino, Veraldi lamentano il mancato avvio dei cantieri, dando una motivazione politica e non organizzativa legata all'ìpotesi di uno scalo a Sibari
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Assegnati a giugno alle ditte Cmc Ravenna e Debar Costruzioni per un totale di 60.878.340,87 euro, i lavori di riqualificazione dell’aerostazione lametina generano interesse in alcuni consiglieri comunali di Catanzaro.
In una nota Corsi, Costa, Segio Costanzo, Scarpino, Veraldi lamentano il mancato avvio dei cantieri, dando una motivazione politica e non organizzativa: «l’attuale assetto dei voli è retto da una struttura modulare provvisoria di appena 1.900 metri quadrati, un avamposto emergenziale che avrebbe dovuto traghettare lo scalo verso il futuro. Il piano finale prevede infatti la nascita di una maxi-aerostazione da ben 19.000 metri quadrati, un’opera imponente da oltre 100 milioni di euro con un corpo centrale lungo 220 metri e alto 24. L’inizio dei lavori era categoricamente fissato per settembre 2026. Per fare spazio alle “ruspe” e predisporre l’area tecnica, è stato persino ordinato lo spostamento logistico del servizio del 118 aeroportuale. Una macchina organizzativa che sembrava pronta a partire ma che, ad oggi, è totalmente immobile. Nel perimetro dello scalo non si vede alcuna iniziativa: non un mezzo pesante, non un operaio, non si scorge nemmeno un metro del classico nastro bianco e rosso che delimita i cantieri».
Nel pieno dell’estate, e del picco dei movimenti aerei, secondo i consiglieri del capoluogo la lettura sarebbe invece politica: «chiediamo al Presidente Roberto Occhiuto e al management di Sacal Spa per quando è previsto, esattamente, l’avvio dei lavori? Quali sono le ragioni tecniche o burocratiche di questo preoccupante ritardo? Dov’è finito il tanto annunciato mega cantiere? La mancanza di trasparenza sui tempi di Lamezia alimenta sospetti inquietanti, legati a doppio filo con le recenti manovre politiche sulla fascia jonica cosentina. Non è che il progetto del nuovo aeroporto della Sibaritide sta spingendo qualcuno a ritardare furbescamente i lavori di Lamezia per pianificare un depotenziamento dell’hub centrale?»
Secondo i consiglieri «l’inserimento di Sibari nella rete Regional Air Mobility (RAM) di Enac rischia di trasformarsi nel pretesto perfetto per sottrarre risorse e centralità a Lamezia. Per il territorio catanzarese e lametino, dopo le note vicende legate alla facoltà di Medicina, questo rappresenterebbe l’ennesimo scippo, nonché l’ennesimo schiaffo politico all’area centrale della Calabria. Per tranquillizzare i cittadini, i passeggeri e le imprese, il management di Sacal Spa ha il dovere di rompere il silenzio e comunicare immediatamente la nuova data ufficiale di inizio lavori».
La rivendicazione quindi viene vista come territoriale: «è il momento di accantonare i micro-campanilismi interni che storicamente hanno frammentato il territorio: la difesa dell’aeroporto di Lamezia è una battaglia di sopravvivenza economica che unisce la citta di Lamezia Terme, il Capoluogo ed i comuni limitrofi. La Calabria, con poco più di 1,8 milioni di abitanti, possiede già tre scali (Lamezia, Reggio Calabria e Crotone). L’idea di un quarto aeroporto a Sibari appare come un controsenso logistico ed economico se parametrato al resto d’Italia. Basti pensare alla Regione Lazio: un territorio da quasi 6 milioni di abitanti e con un flusso turistico e d’affari planetario, che poggia l’intera operatività su due soli scali commerciali principali, Fiumicino e Ciampino. Oppure alla Campania, che con 5,6 milioni di residenti ha storicamente centralizzato tutto su Capodichino, aprendo solo di recente lo scalo di Salerno. Incentivare la nascita di un “aeroporto fantasma” a Sibari mentre si blocca lo sviluppo dei 19.000 mq di Lamezia significherebbe condannare la Calabria alla frammentazione delle risorse e al declino infrastrutturale. Il Presidente Occhiuto dia risposte chiare: i cantieri di Lamezia devono partire subito».












