“Ciò che viene presentato come “il bene della città” è troppo spesso ciò che aumenta il potere e la visibilità”

Antonello Cariglino, presidente dei circolo di Azione a Lamezia Terme, usa la teoria degli affetti di Baruch Spinoza per commentare il dibattito social e stampa tra gli esponenti di Futuro Nazionale ed il sindaco Mario Murone

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Antonello Cariglino, presidente dei circolo di Azione a Lamezia Terme, usa la teoria degli affetti di Baruch Spinoza per commentare il dibattito social e stampa tra gli esponenti di Futuro Nazionale ed il sindaco Mario Murone dopo che la maggioranza di centrodestra ha sfiduciato i vannacciani: «dichiarazioni sui social, accuse di slealtà, rivendicazioni di appartenenza, ritorsioni verbali. Ciascuna parte vive gli eventi come subiti dall’altra, senza che nessuno dei protagonisti si fermi davvero a interrogare le cause reali — che sono quasi sempre più complesse, e meno eroiche, di come vengono raccontate».

Si reputa che «ciò che viene presentato come “il bene della città” è troppo spesso, in realtà, ciò che aumenta il potere e la visibilità di una parte in causa — e viene giudicato buono proprio per questo motivo, non il contrario. Non credo sia necessariamente malafede. È il meccanismo naturale per cui non desideriamo una cosa perché è buona, ma la giudichiamo buona perché la desideriamo. Il problema è quando questo meccanismo domina il dibattito pubblico: gli equilibri interni ai partiti, le rivendicazioni di poltrone e visibilità in vista di scadenze elettorali più ampie — regionali, nazionali — finiscono per essere rivestiti del linguaggio del “bene comune”, senza esserlo necessariamente».

Secondo Cariglino «la confusione tra interesse personale, interesse di partito e interesse della città è proprio ciò che permette a ciascuna parte di presentare le proprie mosse come scelta comprensibile e legittima, piuttosto che come reazione a convenienze contingenti», e «solo un elettorato che comprende le cause reali di questi conflitti smette di esserne semplice spettatore, e può orientare un voto realmente maturo — non guidato dall’ultima dichiarazione a effetto o dall’indignazione del momento, ma da una lettura consapevole degli interessi in gioco».

In conclusione si valuta che «la responsabilità di chi fa politica dovrebbe essere proprio quella di trasformare la propria posizione da passione subita — l’indignazione, la tifoseria, l’adesione automatica a una parte — ad azione compresa, cioè a un giudizio autonomo fondato sulla conoscenza delle cause. È lo stesso invito che rivolgo, con questo intervento, a chi a Lamezia sarà chiamato al voto».

Azione in consiglio regionale è nel centrodestra, a Lamezia Terme è nel centrosinistra però.

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