“Una parte più consistente della ricchezza generata dall’aeroporto dovrebbe rimanere alla città che lo ospita”

Anche Francesco Grandinetti segue il coro del centrosinistra che nel 2026 lamenta gli investimenti annunciati a Reggio Calabria, che sono però quelli dei Cis Volare del 2022, aggiungendo il dibattito delle addizionali comunali non più previste in Calabria.

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Anche Francesco Grandinetti segue il coro del centrosinistra che nel 2026 lamenta gli investimenti annunciati a Reggio Calabria, che sono però quelli dei Cis Volare del 2022.

Nel 2026 si confermano gli interventi del Cis Volare dal 2022 anche a Reggio Calabria, malumori lametini

Si parla invece non correttamente di nuovi investimenti, mischiando nel calderone più ambiti di interventi lamentando che «Lamezia è al centro della Calabria. Non è un’opinione, né una rivendicazione campanilistica, è un dato geografico. Una posizione che dovrebbe rappresentare un vantaggio per l’intera regione e che, invece, troppo spesso sembra non avere alcun peso quando si assumono le decisioni strategiche. È già successo con la sanità. L’ospedale di Lamezia, proprio per la sua posizione e per il bacino che potrebbe servire, avrebbe potuto e dovuto assumere il ruolo di Hub della Calabria. È successo con l’Università, altra grande occasione mancata». Entrambi esempi citati in cui si parla però di un capoluogo di provincia nel caso della sanità, ed i 3 hub calabresi sono nei 3 principali capoluoghi di provincia, così come le università.

“Non è accettabile far passare il potenziamento dello scalo reggino come un investimento realizzato a discapito di Lamezia”

Parlando di fondi noti dal 2022, con appalti in corso, il già presidente PD Lamezia esprime dissenso: «se la Regione Calabria è diventata improvvisamente un Eldorado, con un pozzo senza fondo di risorse da investire, ben vengano nuovi voli e nuovi investimenti a Reggio, a Crotone, e ovunque possano essere utili. Ma se, come credo, le risorse pubbliche non sono infinite, allora abbiamo il dovere di chiederci quale sia la strategia più utile per tutta la Calabria».

Si fa un ragionamento di mezzi di locomozione e tempistiche valutate in modo diverso a seconda del documento di provenienza: «un turista che arriva da Berlino, Parigi, Londra o da qualsiasi altra città europea per visitare la Calabria, una volta atterrato dovrà comunque spostarsi per raggiungere Tropea, la Sila, Scilla, i Bronzi di Riace, i borghi, i musei, le coste e le altre destinazioni turistiche della regione. Per quel turista, mezz’ora in più o mezz’ora in meno di automobile difficilmente rappresenterà l’elemento decisivo nella scelta della destinazione. Per un calabrese, invece, cambia tutto. Per chi vive a Sibari, a Castrovillari, nel Pollino o nell’area nord del Cosentino, avere un grande aeroporto internazionale nel centro della regione significa risparmiare chilometri, tempo e denaro ogni volta che deve partire o rientrare. E se continuiamo a spostare il baricentro dei collegamenti sempre più a sud, rischiamo persino che per una parte della Calabria settentrionale diventi progressivamente più conveniente rivolgersi all’aeroporto di Salerno piuttosto che a uno scalo calabrese».

I dati ufficiali di traffico smentiscono le dichiarazioni che vedono il calo di Lamezia Terme rispetto a Reggio Calabria, ma la politica ha una narrazione diversa: «gli incentivi alle compagnie aeree possono certamente essere uno strumento di sviluppo. Ma come stiamo vedendo a Reggio, non appena finiscono terminano anche i voli. Se attraverso ingenti risorse pubbliche si incentivano nuove rotte, è abbastanza prevedibile che il numero dei passeggeri aumenti. Sarebbe come consentire l’ingresso gratuito in un cinema e poi meravigliarsi perché la sala si è riempita. La vera sfida non è soltanto riempire la sala. È avere buoni film, capaci di convincere le persone a comprare il biglietto e a tornare. Allo stesso modo, la vera sfida della Calabria dovrebbe essere rendere la regione attrattiva, accessibile e competitiva, utilizzando le risorse pubbliche secondo una strategia complessiva e non disperdendole in una competizione tra territori a seconda di dove si svolgano le prossime elezioni. Ecco perché credo sia necessario chiedere alla Regione quali siano i criteri con cui vengono distribuite queste risorse e quale sia, soprattutto, il progetto previsto per l’area centrale della Calabria con il suo aeroporto».

Altro tema secondo Grandinetti è quello dei «ritorni economici sul territorio che ospita la principale infrastruttura aeroportuale regionale. Basti pensare alla cosiddetta “addizionale comunale” sui diritti d’imbarco. Un nome che potrebbe far pensare a un beneficio significativo per il Comune, mentre la realtà è ben diversa. Dal 2024, inoltre, negli aeroporti calabresi l’addizionale è stata abolita e sostituita da un meccanismo di ristoro a carico della Regione. Nel 2025, a fronte dei milioni di passeggeri che transitano dallo scalo lametino, al Comune di Lamezia Terme sono stati riconosciuti appena 106.690 euro, tutto il resto in massima parte va all’INPS. Una cifra che, rapportata al ruolo e all’impatto di un’infrastruttura di queste dimensioni sul territorio, appare davvero modesta. Anche su questo bisognerebbe aprire una riflessione. Io dico che una parte più consistente della ricchezza generata dall’aeroporto dovrebbe rimanere alla città che lo ospita. È una questione che andrebbe affrontata anche a livello nazionale dai nostri parlamentari lametini che forse non sanno neanche cosa sia l’addizionale comunale, affinché una quota più significativa possa ritornare realmente alle comunità aeroportuali».

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