“Comando di via Perugini è letteralmente svuotato, poche unità operative in strada”

Pietro Renda da presidente del "Parco Agricolo di Calabria" prende atto della nota carenza di organico nel corpo della polizia locale lametina, spiegando anche le cause di tale situazione, ma richiedendo poi qualcosa che non si può ottenere come non rispettare le norme contabili amministrative in funzione della pianta organica.

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Citando il dato sbagliato di popolazione (si parla di 70.000 abitanti, mentre la popolazione lametina è tale solo nella retorica politica ed in realtà è 67.269), Pietro Renda da presidente del “Parco Agricolo di Calabria” prende atto della nota carenza di organico nel corpo della polizia locale lametina, spiegando anche le cause di tale situazione, ma richiedendo poi qualcosa che non si può ottenere come non rispettare le norme contabili amministrative in funzione della pianta organica.

Se da anni a gennaio non viene più convocata la conferenza stampa di bilancio dell’anno precedente in merito alle attività del corpo di stanza in via Perugini, Renda stima che per estensione del territorio da vigilare «richiederebbe una forza di almeno 80 o 90 agenti di Polizia Locale per garantire sicurezza, decoro e viabilità», mentre è «il Comando di via Perugini è letteralmente svuotato e le unità operative in strada sono ridotte a pochi elementi, ben al di sotto della soglia minima di sopravvivenza».

Si ricorda che «la paralisi attuale non è frutto del caso, ma il risultato di anni di rigidità contabile, commissariamenti e piani di riequilibrio finanziario che hanno bloccato il turnover. Gli agenti vanno in pensione senza essere sostituiti, mentre l’età media di chi resta s’innalza inesorabilmente. A complicare il quadro si aggiunge un’instabilità cronica ai vertici, segnata da continui avvicendamenti e dalla mancanza di un Comandante titolare. A ciò si somma il fatto che molti dei pochi vigili ancora in servizio presentano prescrizioni fisiche o idoneità parziali, con l’effetto che la forza pattugliante sul campo è quasi azzerata».

Renda si sofferma poi su cosa possa fare il Comune: «graduatorie per stagionali di sei mesi e tabelle di reclutamento nei Piao si rivelano meri “cerotti” burocratici: gocce d’acqua nel deserto, regolarmente bloccate dai vincoli di bilancio. Le ricadute sulla quotidianità dei cittadini sono pesanti: il servizio h24 è un miraggio. La copertura si limita alle sole fasce diurne e alle emergenze, lasciando la città incustodita durante la notte; i pochi agenti idonei devono dividersi tra viabilità, polizia giudiziaria, contrasto all’abbandono di rifiuti, abusivismo edilizio, notifiche e gestione della sala operativa; durante i mercati rionali (martedì a Sambiase, mercoledì a Nicastro, venerdì a Sant’Eufemia), le manifestazioni o gli orari d’uscita da scuola, la carenza di pattuglie trasforma il traffico in una giungla priva di regole».

Invece che puntare il dito contro i cittadini, Renda se la prende con il Comune in merito al mancato rispetto delle regole: «nelle aree mercatali e in centro sono ormai all’ordine del giorno fuochi d’artificio illegali, oltre ad auto e moto che sfrecciano a tutta velocità a qualsiasi ora, compromettendo la quiete e l’incolumità pubblica. Rifiuti urbani vengono abbandonati in ogni angolo, soprattutto nelle zone periferiche, mentre le aree marine restano prive di qualsiasi controllo. Non si può attendere la festa patronale per vedere qualche agente in strada, né si può delegare la sicurezza alle associazioni di volontariato».

Nel finale la richiesta che non può essere esaudita, ovvero «un piano straordinario di assunzioni a tempo indeterminato», appoggiando «un intervento immediato alle autorità per ripristinare la legalità prima che il controllo del territorio ceda definitivamente all’abbandono. Contestualmente, si fa appello ai sindacati di categoria affinché facciano sentire con forza la propria voce contro questo stato di cose».

Le assunzioni a tempo indeterminato di dipendenti negli enti pubblici hanno vincoli economici e normativi, ed il Comune di Lamezia Terme come gli altri tenuti a rispettarli non può agire su spinte di stampa o sindacati. Magari si potrebbe far notare che arrivati a settembre non c’è ancora un Piao approvato, dentro cui è allegato il piano del fabbisogno del personale, o che entro il mese prossimo il consiglio comunale sarà chiamato a rivedere il piano di riequilibrio comportando nuovamente l’obbligo di autorizzazione da parte della commissione ministeriale per ogni procedura concorsuale.

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