Nuovi locali del Cup indicati ad inizio 2024, Elvira Falvo critica per i lavori appaltati prossimi alla consegna
Rimangono valide le opzioni di prenotazioni online o in farmacia per le prestazioni sanitarie, anche per l'ospedale lametino
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Dopo più di due anni e mezzo dalla scelta di trasferire i locali del Cup nell’ospedale Elvira Falvo, coordinatrice commissione sanità PD Lamezia Terme, parla di «decisioni prese estemporaneamente senza una programmazione organica della razionalizzazione ed efficientamento degli spazi per il miglior utilizzo degli stessi per operatori ed utenti. Eppure spazi questo nosocomio ne possiede. Infatti, altra allocazione si sarebbe potuta trovare. Probabilmente con minore impiego di risorse economiche».
«A ben guardare la nuova postazione dal punto di vista architettonico prende spunto dalle colombaie per i piccioni ospiti fissi della zona. Se poi la si guarda dal punto di vista della razionalizzazione degli spazi, della funzionalità ed attenzione rivolta in particolare per gli utenti ci si rende conto che c’è poco da gloriarsi», sostiene la Falvo, «gli utenti, dopo la prenotazione, per raggiungere il totem per pagamento ticket, gli ambulatori di prelievi e visita sono costretti a fare un percorso all’aperto aggirando il perimetro dell’edificio senza un camminamento in sicurezza, protetto dal sole e dalle intemperie. All’interno sono presenti solo due toilette una per gli operatori, senza differenza di genere, ed una per i disabili. Costoro sono anch’essi costretti a servirsi per raggiungere il piano terra, dell’unico ascensore che porta direttamente nei reparti chirurgici con la eventualità che potrebbero risultare occupati qualora dovessero servire per i degenti e magari d’urgenza. Gli operatori vengono relegati in un ambiente con le caratteristiche di un sottoscala, forse non del tutto conforme ai regolamenti, più ristretto rispetto al precedente, meno arioso e luminoso, con illuminazione e ricambio d’aria fornito da una piccola fessura vasistas che immette in un pozzo luce di piccole dimensioni. Una postazione dignitosa per gli operatori induce una forma di rispetto da parte dell’utenza ed a questo l’azienda non ha proprio pensato».
Si aggiunge che «non sappiamo poi se la scala interna creata per collegare al piano terra abbia le dimensioni minime richieste dalle normative edilizie e di sicurezza. Ci piacerebbe altresì conoscere se i vigili del fuoco abbiano autorizzato l’apertura di questo nuovo padiglione», e che «per riparare ad una serie di distrazioni, come l’istallazione di una cassaforte, si è proceduto d’urgenza con ulteriore dispendio di risorse, al fine di tagliare il nastro nei tempi utili all’azienda ed ai suoi vertici per concludere il raggiungimento degli obiettivi assegnati».
Rimangono valide le opzioni di prenotazioni online o in farmacia, e nel 2026 non è obbligatorio ignorare il codice delle amministrazioni digitali valido da almeno un ventennio.
Sull’ambito del personale si ricorda poi che «a fronte di una graduatoria per mobilità di infermieri professionali (bando conclusosi in marzo c.a. per 329 unità) impantanatasi senza definizione, continuano a mancare gli infermieri, almeno 7 infermieri per l’unità operativa di Dialisi. Non possiamo non evidenziare il mancato ripristino funzionale degli ascensori per il pubblico fermi da diversi mesi nonostante le ripetute sollecitazioni». Procedure in corso, sia per reclutamento che per appalti di manutenzione ordinaria.







