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Chiuso anche l’ambulatorio di ginecologia al Giovanni Paolo II

L'amministrazione comunale terrà lunedì un incontro per avere contezza della situazione con il personale sanitario

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    Oggi è stato comunicato alla Commissione Prefettizia dell’ASP di Catanzaro che nella mattinata di lunedì il sindaco, unitamente all’Assessore con delega alla Salute, al Presidente del Consiglio Comunale ed al Presidente della competente Commissione Consiliare (di cui ancora però non vi è comunicazione della composizione, nb), incontrerà il personale sanitario del Presidio Ospedaliero di Lamezia Terme al fine di mettere a fuoco le criticità e poter concertare interventi che possano migliorare il livello di assistenza. Tematica che però rimane di competenza tanto regionale (nella campagna elettorale in vista delle elezioni del 26 gennaio non mancano gli strali a riguardo, ed oggi anche il segretario nazionale del Pd, Zingaretti, era in visita al presidio ospedaliero) che commissariale, essendo il settore da tempo commissariato ma che in un prossimo futuro potrebbe ritornare di competenza calabrese.
    Incontro che è divenuto di particolare urgenza dopo che si è appreso che anche le attività ambulatoriali del reparto di ginecologia dell’ospedale di Lamezia Terme sono state sospese per carenza di personale medico, la stessa carenza che, nel recente passato, ha causato l’interruzione delle attività ambulatoriali del reparto di cardiologia e la riduzione del numero dei posti letto e delle attività ambulatoriali del reparto di medicina.
    «È evidente il grave pregiudizio che grava sui cittadini lametini e del comprensorio e le probabili gravi ricadute nel lungo periodo. L’attività ambulatoriale è assolutamente necessaria per alcuni reparti, come la ginecologia, ove si consideri che una donna in gravidanza che non potrà più effettuare i controlli ecografici previsti dai protocolli medici e dovrà rivolgersi presso altre strutture sarà naturalmente portata a partorire in altri ospedali», spiega la nota dell’amministrazione comunale, «è prevedibile, quindi, una riduzione del numero di nascite con il rischio concreto di una chiusura anche del punto nascite. Oggi più che mai è quindi necessario individuare quelle che sono le criticità di un Presidio Ospedaliero che è il punto di riferimento non solo del comprensorio lametino ma di un’area ben più vasta ed individuare anche quelle che possono essere le azioni per migliorare i servizi assistenziali e di cura dei pazienti».
    Secondo l’amministrazione comunale «non potrà continuare ad assistersi passivamente a continue spoliazioni del Presidio e quindi dell’offerta sanitaria su un territorio che ha, al contrario, il sacrosanto diritto di un netto miglioramento dei servizi». Oltre le buone intenzioni ci sono però vincoli politici ed amministrativi, oltre ad un’azienda che ha dichiarato dissesto finanziario, con tutte le conseguenze del caso in tema di blocco delle assunzioni.
    g.g.

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