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Dopo il dissesto assunzioni bloccate all’ospedale di Lamezia Terme, lunedì nuovo sit in all’ingresso

Nel mentre Amalia Bruni, direttore del Centro regionale di neurogenetica dell'Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, ha scritto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al Ministro della Salute Roberto Speranza

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    Che le promesse nuove forze di personale non arriveranno a breve all’ospedale di Lamezia Terme era già intuibile dalla dichiarazione di dissesto dell’Asp di Catanzaro, decretata dalla terna commissariale che la guida dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose.
    Ora ne prende atto anche il Coordinamento Sanità 19 Marzo: «questa mattina abbiamo sentito Dirigenti dell’A.S.P i quali ci confermavano che le assunzioni già autorizzate non saranno effettuate prima della prossima estate e che altri D.C.A.- a differenza di quanto detto nell’ultimo incontro con il Commissario ad acta Saverio Cotticelli – tramite i quali autorizzare altre assunzioni in emergenza, anche a tempo determinato, nello specifico per l’ospedale di Lamezia Terme, non saranno emessi».
    Lunedì dalle 9 così ennesimo sit-in davanti al nosocomio per protestare contro una situazione le cui decisioni sono prese altrove.
    Nel mentre Amalia Bruni, direttore del Centro regionale di neurogenetica dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, ha scritto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al Ministro della Salute Roberto Speranza per sollecitare la loro attenzione sul futuro della struttura di ricerca, che ha sede nell’ospedale di Lamezia Terme e che rischia la chiusura per mancanza di finanziamenti.
    La Bruni, incontrando Nicola Zingaretti che ha visitato il Centro, ha consegnato al segretario del Pd la missiva in cui parla «di richiesta di aiuto estremo che è come il razzo di SOS che lanciano le imbarcazioni che si stanno inabissando, loro malgrado».
    Bruni ha chiesto a Zingaretti, che ha avuto modo di visitare il padiglione che ospita il centro, di consegnare la lettera al presidente Mattarella, sottolineando la «necessità di un intervento a favore della salvaguardia della struttura che ospita un gruppo di ricerca impegnato, dal 1995, nella conoscenza e la cura della malattia Alzheimer ereditaria. Le soluzioni – ha aggiunto Amalia Bruni – esistono, sempre che ci sia la volontà di identificarle e perseguirle». 
    La responsabile della struttura si è soffermata, in particolare, sulle sorti del Laboratorio di biologia molecolare «che ha ottenuto risultati che appartengono al mondo. Uno sforzo che rischia di rimanere lettera morta».

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