“Non mancano le professionalità in ospedale, bisogna solo farle lavorare senza affanno”

Il giorno prima dell'incontro con i sindaci del lametino e Reventino, martedì, ci sarà un incontro del sindaco e dell'assessore con il direttore Dell'Isola

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    E’ una relazione tra passato (anche in virtù dell’esperienza sia al dipartimento che nel ruolo di assessore regionale al ramo) che al presente/futuro (avendo ora apposita delega nella giunta Mascaro) quella sulla sanità lametina offerta da Gianfranco Luzzo in terza commissione consiliare, con il presidente Nicotera a ricordare come anche il vescovo Schillaci si sia apertamente espresso nel denunciare la sofferenza del mondo sanitario lametino.

    Il tema a livello istituzionale è di competenza altrui, ovvero la Regione, ma in questa fase ci sono 2 commissariamenti in atto (settore regionale e Asp Catanzaro), ed il ruolo del Comune rimane quello di vigilanza e stimolo ma limitato in tale ambito.

    Luzzo ricorda che «abbiamo incontrato sia il generale Cotticelli che il subcommisario, con la sensazione che i due non dialoghino molto. Dopo Natale si erano prospettate misure di emergenza sul caso Lamezia, in merito al piano del fabbisogno del personale, dovendo fare i conti con anche il commissariamento ed il dissesto dell’Asp di Catanzaro».

    Il giorno prima dell’incontro con i sindaci del lametino e Reventino, martedì, ci sarà un incontro del sindaco e dell’assessore con il direttore Dell’Isola «per capire il reale stato di salute dell’ospedale e prospettive, avendo registrato ulteriori problematiche ora in merito al personale», spiega l’assessore, valutando poi come «il centro protesi Inail con i 40 posti di riabilitazione sta iniziando con fatica ad ingranare, è il rapporto tra i due enti che deciderà quale possa essere la vocazione futura».

    La posizione di Luzzo è quella quindi di ripartire chiedendo un ritorno alla normalità prima di puntare su altre specialità: «la presenza della base in aeroporto e quella nel piazzale dell’ospedale ci permettono anche di rivendicare il ripristino della piena agibilità di tutti i posti letto potendo contare sull’elisoccorso. Per farlo ogni reparto dovrà avere risorse di personale e strumentazione adeguate per garantire i servizi, e lo si può fare anche rispettando i rigidi criteri economici del piano di rientro, che però non ha avuto effetti positivi sul disavanzo suppongo per un mancato ordine amministrativo nella gestione. A Lamezia Terme non mancano le professionalità in ospedale, bisogna solo farle lavorare senza affanno nel dover tappare buchi e gestire costanti emergenze».

    Piccioni propone di ricorrere al Tar della Calabria contro il fabbisogno prospettato tramite decreto del 19 dicembre, i cui termini scadranno il 19 febbraio, «perché non garantisce i livelli essenziali per il nostro ospedale, ma anzi dà linee guida che paradossalmente potrebbero portare a parlare di esuberi, mentre ci sono interventi maggiori per l’ospedale di Soverato».

    Gianturco auspica un consiglio comunale ad hoc con la presenza di Cotticelli, chiedendo anche di alzare l’attenzione sui casi di tumore «estrapolando i dati dal registro e contestualizzandoli nella ricorsività in una zona rispetto ad un’altra, anche alla luce delle inchieste sulla gestione dei rifiuti o sulla presenza dei roghi del campo rom di Scordovillo», ambito su cui anche per provenienza professionale interviene la Spinelli ricordando come «1 uomo su 6 e 1 donna su 8 è a rischio a livello nazionale, dati che al Sud hanno un incidenza minore ma non deve farci abbassare la guardia. Il nostro impegno sulla politica degli screening e promozione di uno stile di vita sano va sopratutto in questa direzione».

    Sul piano più generale l’esponente della maggioranza ricorda che «nel 2016 si è ottemperato alla rivisitazione di alcune strutture, come malattie infettive, microbiologia, etc ma non alla seconda parte del decreto che prevedeva nuovi posti letto per oncologia e neurologia. Abbiamo poi casi come l’attuale in chirurgia, che non riesce ad operare al meglio per l’assenza per malattia del primario, condizionando anche il rapporto con Soveria Mannelli».

    Dal dibattito scaturisce così un documento approvato all’unanimità dei presenti

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