I sindaci del distretto del lametino e Reventino si organizzano in vista del 4 marzo
Un dialogo riaperto in occasione della protesta per la chiusura della guardia medica di Jacurso
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I Comuni dell’hinterland (presenti esponenti di Platania, Pianopoli, Cortale, San Mango d’Aquino, Gizzeria, Feroleto, Nocera Terinese, Jacurso, Maida, Carlopoli, Curinga, San Pietro a Maida, Decollatura) si sono confrontati questo pomeriggio nella Sala Napolitano in merito alla situazione sanitaria nel distretto del lametino e Reventino.
Un dialogo riaperto in occasione della protesta per la chiusura della guardia medica di Jacurso, che oggi è stato poi motivo di confronto in vista dell’incontro del 4 marzo come conferenza dei sindaci che ricadono nell’ambito dell’Asp di Catanzaro.
Da “padrone di casa” Paolo Mascaro rimarca la «necessità di essere tutti insieme compatti e coesi per una tematica di interesse comune. Tra i tanti settori che soffrono maggiormente nel nostro territorio c’è quello della sanità», specificando che «Lamezia vuole essere attenta alle esigenze di tutto il territorio».
Per il primo cittadino lametino «la terna commissariale dell’Asp entro il 29 febbraio dovrà redigere il nuovo piano del fabbisogno, obiettivo è quello di chiedere interventi mirati» perché «non possiamo fermarci a soluzioni ragionieristiche su questi temi, ma si parte dalla soluzione di pochi punti». Passaggio non secondario sarà poi anche la riunione della conferenza dei sindaci indetta per il 4 marzo, con Mascaro a non nascondere che «nel precedente mandato ricordo una sola convocazione, ora una nuova mentre magari ci sono stati periodi in cui è scaduto il mandato senza che si ci possa essere confrontati in modo collegiale».
Il sindaco Jacurso, Ferdinando Serratore, parla di «scelte scellerate nel settore, ma anche immotivate e non annunciate come la chiusura della nostra guardia medica. Chi prende queste decisioni ha contezza di quale sia la situazione? Può garantire la continuità delle cure e dell’assistenza? Le famiglie sono abbandonate a sé stesse, ancora di più quando sono anziani come nei nostri piccoli centri».
Secondo Serratore «non ci possiamo permettere di affrontare il tutto con solo un elenco di criticità, dobbiamo agire: al 19 febbraio io non ho ancora ricevuto risposte dal Prefetto in merito alla nostra situazione, ma solo con una battaglia forte possiamo vederci legittimati nel nostro ruolo di amministratori».
Pasqualina Leuci, vicesindaco Cortale, ritiene che «il problema del personale investe sia l’ospedale di Lamezia Terme che quelli di Catanzaro, ma nelle piccole comunità il problema riguarda le guardie mediche ma anche i medici di famiglia, molti dei quali sono sulla soglia dell’età pensionabile», valutando che «manca anche un lavoro di prevenzione, oltre che di concertazione, ed in tale contesto anche eccellenze rischiano di chiudere. I livelli di assistenza in questo modo non si possono garantire».
Salvatore Paone, sindaco di Maida, appoggia il moto di protesta chiedendo però di strutturare il tutto: «come sindaci dobbiamo fare massa critica, ma dobbiamo anche trovare una metodologia concreta per affrontare la questione. Portare casi come l’ambulanza con 650.000 euro, unica in servizio, che non può servire un territorio come quello di Lamezia Terme, né accettabile che il 118 da Maida parta senza un medico a bordo».
Secondo Paone «il 4 marzo dobbiamo arrivare all’incontro della conferenza dei sindaci preparati con una proposta che nasca dalle segnalazioni degli operatori stessi, sempre tenendo in conto la situazione sia dell’Asp di Catanzaro che della sanità regionale».
Il sindaco di Curinga, Vincenzo Serrao, guarda invece oltre i confini locali: «dobbiamo superare la figura del medico convenzionato, specie nei piccoli centri il medico deve garantire la propria presenza ma lo può fare nel momento in cui il sistema sanitario lo riconosce come proprio dipendente. E’ poi la frammentazione dell’assistenza che porta all’emigrazione sanitaria, il sistema va riorganizzato dalle fondamenta valutando l’esistente tra hub e università».
Nel duplice ruolo di sindaco di Gizzeria e neo eletto consigliere regionale Pietro Raso valuta che «serve un quadro dettagliato della situazione, ma certe riforme son di competenza nazionale andando oltre agli ambiti regionali».
Angela Brigante, sindaco di Decollatura, rammenta che «nel Reventino esiste la situazione dell’ospedale di Soveria Mannelli ed anche il nostro Csm, ambiti che non trovano risposte poi nell’ospedale di Lamezia Terme».







