Nel piano di riorganizzazione ospedaliera per il Covid-19 il reparto di malattie infettive lametino esistente anche se chiuso

Tra lavori e strumentazione previsti investimenti per i nuovi posti di terapia intensiva, in semi intensiva, la realizzazione del pre-triage

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Mentre non riapre il reparto di microbiologia, e si attende ancora la presa servizio delle 3 unità destinate per analizzare i tamponi in arrivo nei laboratori esistenti, l’ospedale di Lamezia Terme scopre di avere, secondo la Regione nel piano di riorganizzazione ospedaliera per il Covid-19, il reparto di malattie infettive ancora aperto e funzionante, e non chiuso da circa 4 anni.

Nel documento di riordino della rete ospedaliera regionale in ottica Covid-19 firmato ieri dal commissario Cotticelli il “Giovanni Paolo II” viene inserito come presidio di primo livello, e lo stesso compare nella riorganizzazione dei posti letto richiesti all’interno dell’Asp di Catanzaro (nessuna indicazione invece per il presidio di Soveria Mannelli).

«Nell’Azienda Sanitaria di Catanzaro, presso il Presidio Ospedaliero di Lamezia Terme insistono le Unità operative di malattie infettive e pneumologia», sostiene il piano che quindi valuta aperto un reparto che non lo è, «sono già attivi 12 posti letto ordinari di terapia intensiva. In conformità con il criterio ministeriale si prevede un incremento strutturale di numero 6 posti letto in area critica di cui 1 posto di terapia intensiva pediatrica, con l’obiettivo di fronteggiare situazioni in emergenza e, nel contempo, far in modo che tali posti letto assumano in fase post-COVID le caratteristiche di terapia intensiva polivalente. I posti aggiuntivi saranno allocati al primo piano di un edifico dedicato che sarà ristrutturato e messo a norma».

Sugli 8 posti di terapia semi intensiva 6 saranno allocati in 400 mq al primo piano dell’edificio dedicato presso il Presidio Ospedaliero di Lamezia Terme in Pneumologia, supponendo che 3 degli stessi possano essere convertiti come terapia intensiva.

Si cita poi la realizzazione di «un Pronto Soccorso Covid che sarà collocato al piano terra dell’edifico dedicato all’emergenza Covid, con tac. È garantito l’accesso dedicato ai pazienti Covid. La progettazione del Pronto Soccorso è concepita in modo flessibile per consentirne il relativo utilizzo in regime di normale attività ospedaliera con funzioni di servizi radiologia aggiuntiva», mentre «in prossimità del Presidio di Lamezia Terme è presente un’area di proprietà dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro adeguata ad ospitare la struttura mobile».

Tra lavori e strumentazione previsti così investimenti per 1.895.597,28 euro per i nuovi posti di terapia intensiva, altri 1.639.042,27 per i posti in semi intensiva, 1.091.094,82 per la realizzazione del pronto soccorso pre-triage con annessi servizi

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