Attualmente non adeguato a livello strutturale e tecnico, sopralluogo mattutino per l’ex malattie infettive foto

Si continuerà lo stesso dalla sponda lametina però a proporre interventi per allestire almeno in un piano un'area degenza

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Parafrasando un celebre articolo di Pansa “scrivo da un reparto che non esiste più”, e che dopo il sopralluogo effettuato questa mattina difficilmente tornerà a breve. Malattie infettive nell’ospedale di Lamezia Terme era in origine ospitato in uno stabile distaccato dalle 2 torri ed edificio piastra che ospitano gli altri reparti, ma dopo la chiusura dovuta al declassamento a spoke del nosocomio lametino è diventato altro non avendo più le caratteristiche e gli impianti per ospitare adesso i malati Covid, necessitando quindi di altri lavori murari oltre all’assenza di personale e macchinari.

Il direttore sanitario presidio ospedaliero unico, Antonio Gallucci, delinea questo quadro accogliendo sindaco, parte della giunta e consiglieri comunali davanti all’edificio, dovendosi poi dirigere nel cuore dell’ospedale: 5 pazienti sono in attesa di trasferimento e nessuna struttura calabrese aveva posti liberi, l’area screening è infatti solo di transito su 27 posti allestiti.

L’esistente non manca poi di mancanze e problemi, il che accomuna il Serd, l’ex microbiologia, l’area riabilitazione, la farmacia territoriale (che su una parete ospita ancora come “cimelio” un precedente attacco per l’ossiggeno) ed alcuni uffici tecnici, mentre l’ultimo piano ha l’ingresso sbarrato portando alla terrazza superiore.

Contrariamente quindi alla versione del “reparto già pronto ma chiuso”, la realtà parla di lavori e finanziamenti necessari oltre a dover trasferire quanto presente (sull’altro versante dello stabile gli uffici amministrativi hanno pochi dipendenti in loco e molte porte chiuse), che poco si confanno all’attuale clima da pandemia, mentre a fianco le fondamenta di una palazzina mai costruita testimoniano i progetti già naufragati in passato.

Dopo il sopralluogo effettuato in precedenza dal delegato regionale Belcastro, si continuerà lo stesso dalla sponda lametina però a proporre interventi per allestire almeno in un piano un’area degenza poco convinti dagli ostacoli tecnici e burocratici ipotizzati questa mattina, confrontando anche con l’ipotesi di riqualificare e convertire una struttura chiusa da tempo come l’ex villa bianca a Catanzaro

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