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Continuano le polemiche sulla campagna vaccinale, 738 somministrazioni in 24 ore in provincia di Catanzaro

Sale a 3.895 il numero di persone a cui sono state somministrate la prima dose e la seconda dose di richiamo, con un aumento di 46 cittadini

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    Fino alla chiusura della giornata di ieri erano state 12.706 le somministrazioni di vaccini effettuate dall’Asp di Catanzaro all’interno del territorio provinciale, 738 quindi in più rispetto alle 24 ore precedenti.

    Sale a 3.895 il numero di persone a cui sono state somministrate la prima dose e la seconda dose di richiamo, con un aumento di 46 cittadini.

    A livello regionale la Calabria continua ad essere in coda per efficienza della campagna, con 106.512 somministrazioni su 193.580 dosi disponibili, un 55% di poco inferiore alla Sardegna (55,9%) ma già più distante dall’Umbria (59,1%) che segue in classifica.

    L’andamento diviso per le varie categorie vede:

    • operatori sanitari e sociosanitari 63.948
    • personale non sanitario 21.056
    • ospiti strutture residenziali 7.686
    • over 80 11.353
    • forze armate 2.299
    • personale scolastico 170

    Ritardi che stanno agitando anche il mondo della politica o ambienti attigui. Francesco Grandinetti, chiede, «per adesso da semplice cittadino ed ex presidente del Consiglio di questa città, che venga fatta luce piena su chi non “permette” la somministrazione con regolarità ed equità agli over 80 e alle categorie fragili e di perseguirla penalmente qualora si constati che questo comportamento è determinato dalla solita “non curanza” di una burocrazia che ha paura di toccare la penna per apporre firme e di una politica regionale che sa parlare solo delle prossime elezioni», anche se in .causa c’è anche l’Asp di Catanzaro che tramite il dipartimento di prevenzione doveva assicurare il coordinamento e l’affiancamento alla gestione con i medici di base.

    I Democratici e Riformisti chiedono invece direttamente la rimozione da parte del Governo del commissario ad acta Longo, sostenendo che «i ritardi e le inefficienze della struttura Commissariale hanno impedito a 85.000 persone di assumere la prima dose dell’unico rimedio contro il Covid ed hanno messo a rischio quindi 85.000 persone fragili per motivi di età o di patologia. Ci riferiscono che oggi, per attivare i medici di base, manca un ultimo documento che è pronto in Regione ma non trova un dirigente che ne autorizzi l’invio».

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