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Fissato in 38.401.062 euro per l’Asp di Catanzaro il livello massimo di finanziamento per acquistare prestazioni da privati

Il 22 marzo termine ultimo per sottoscrivere i contratti per l'anno in corso tra strutture private e aziende sanitarie provinciali

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    Il Commissario ad Acta, Guido Longo, il 10 marzo con proprio decreto n.41 ha definito i livelli massimi di finanziamento per l’anno 2021 alle Aziende Sanitarie Provinciali, in complessivi 186.785.000 euro (38.401.062 per l’Asp di Catanzaro), per l’acquisto di prestazioni di assistenza riabilitativa psichiatrica, di assistenza sanitaria e socio-sanitaria e di assistenza extra – ospedaliera estensiva, ambulatoriale e domiciliare da privato accreditato, con oneri a carico del sistema sanitario regionale.

    La finalità è quella di «pervenire progressivamente allo sviluppo della rete assistenziale territoriale superando gli squilibri dell’attuale offerta assistenziale territoriale e assicurare ai cittadini in maniera omogenea su tutto il territorio regionale i LEA previsti nella rete assistenziale territoriale».

    Rimane obbligo della Asp territorialmente competente di «verificare, prima della stipula del contratto, nonché periodicamente, la sussistenza e la permanenza dei requisiti stabiliti dalla normativa regionale vigente necessari affinché ciascuna struttura privata accreditata possa erogare le prestazioni nell’ambito del limite massimo prestazionale e di spesa prefissato», fissando al 22 marzo il termine ultimo per sottoscrivere i contratti per l’anno in corso tra strutture private e aziende sanitarie provinciali.

    Incontrate a dicembre le associazioni di categoria della sanità privata (Uneba Calabria, Anaste Calabria, AIOP Calabria Territoriale, Agidae Calabria, Aris Calabria e Crea Calabria), a gennaio sono state richieste a ciascuna Asp specifiche proposte relative al fabbisogno aziendale di prestazioni di assistenza territoriale da privato per l’anno 2021, citando anche però la sentenza del Tar Calabria che conferma la legittimità della scelta operata dal Commissario ad acta di discostarsi “dalle proposte avanzate dalle singole ASP, in quanto le stringenti necessità di economia di spesa consentono all’organo commissariale di disattendere le richieste delle singole aziende sanitarie”.

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