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Ufficializzato l’ambulatorio del sonno nell’ospedale “Giovanni Paolo II”

La diagnosi dei disturbi respiratori sonno correlati prevede il monitoraggio cardiorespiratorio

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Ufficializzato l’ambulatorio del sonno, con responsabile Luciana Fronda, pneumologa dell’ospedale “Giovanni Paolo II”.

«L’esame negli anni è stato effettuato grazie alla volontà della stessa dottoressa e del dirigente dell’Unità Operativa, Massimo Calderazzo, anche con grande difficoltà per carenza di mezzi, e si è tentato sempre di evitare il più possibile una spesa non da poco all’utenza», constatano alcune sigle civiche (Tribunale del Malato, Associazione Senza Nodi, Comitato Salviamo la Sanità del Lametino, Cittadinanzattiva, Comitato Malati Cronici, Osservatorio Sociale San Nicola), ricordando che «la Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno (OSAS) è la forma più frequente caratterizzata da ostruzione delle vie aeree durante il sonno con riduzione di livelli della saturazione di ossigeno, variazioni della frequenza cardiaca, aumento dei valori pressori e frammentazione del sonno. Essa costituisce un’importante fattore di rischio per l’insorgenza di alcune patologie tra cui: Ipertensione arteriosa con scarso controllo farmacologico; aritmie cardiache; cardiopatia ischemica e scompenso cardiaco; diabete; patologie cerebrovascolari. Nei soggetti affetti da obesità queste alterazioni sono generalmente più pronunciate e possono favorire l’insorgenza di Ipoventilazioni in sonno e di una sindrome da Obesità-Ipoventilazione caratterizzata da una ipercpnia durante il giorno».

Il percorso diagnostico – terapeutico del paziente con “disturbi respiratori del sonno” vede una prima valutazione clinica: il paziente esegue presso l’ambulatorio dedicato una visita dal medico specialista. In tale prestazione viene definito eleggibile in base alla valutazione anamnestica ed in base ai dati clinici per un eventuale esame strumentale

La diagnosi dei disturbi respiratori sonno correlati prevede il monitoraggio cardiorespiratorio. Tale esame consiste nella registrazione simultanea di vari parametri. Il paziente dopo aver posizionato il sistema di registrazione presso l’ambulatorio dormirà al proprio domicilio e l’apparecchio verrà consegnato in ospedale il mattino successivo.

Seguirà in caso:

  • un primo appuntamento in cui si propone un programma educazionale, in cui si sceglie il dispositivo più idoneo ed il paziente andrà al proprio domicilio con il dispositivo ventilatorio ed il saturimetro incorporato che permetterà di registrare attraverso le nuove tecnologie di cui sono dotati i moderni dispositivi le notti di terapia del paziente;
  • Secondo appuntamento in seguito alle tre notti di adattamento. Scopo di questo appuntamento è valutare le tre notti di terapia del paziente e attraverso lo scarico dei dati l’efficacia del dispositivo nel correggere il disturbo respiratorio nel sonno. Qualora il paziente non si fosse adattato comprenderne le motivazioni e correggere il problema.

 

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