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“Velocizzare l’iter, già iniziato oltre un anno fa, per trasformare il Centro in Istituto di Ricerca a Carattere Scientifico”

A febbraio dello scorso anno il ministro Speranza annunciava che il centro di neurogenetica avrebbe cambiato gestione

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A febbraio dello scorso anno il ministro Speranza annunciava che il centro di neurogenetica, situato all’interno dell’ospedale di Lamezia Terme e di competenza amministrativa dell’Asp di Catanzaro, sarebbe stato «immediatamente collegato alla Azienda Ospedaliera-Universitaria Mater Domini di Catanzaro, che ne assumerà temporaneamente e funzionalmente la gestione, nelle more del perfezionamento dell’accordo, al quale da settimane si sta lavorando, con l’ INRCA-IRCCS di Ancona/Cosenza. L’INRCA è una azienda sanitaria pubblica con sede anche a Cosenza che opera nell’ambito geriatrico».

Speranza, Centro Neurogenetica Lamezia Terme continuerà il suo lavoro ma non più con l’Asp

Tutto però ancora fermo sulla carta, mentre l’Asp ha continuato a pagare quanto dovuto al centro che non è mai passato in gestione agli altri enti, ed ora si è nuovamente nell’ambito dell’incertezza sul futuro.

A tale scopo l’Arn (associazione ricerca neurogenetica), partner del centro, ed il comitato dei familiari dei pazienti affetti da demenza e patologie neurodegenerative, lanciano un nuovo appello al Ministro della Salute, Roberto Speranza, al Commissario alla Sanità della Regione Calabria Guido Longo, al Presidente f.f. della Regione Calabria Antonino Spirlì, «affinché si prodighino al massimo per trovare una soluzione definitiva. In questi 25 anni il CRN è diventato un punto di riferimento regionale, nazionale ed internazionale testimoniato da una lunga e imponente serie di pubblicazioni, dalle numerose collaborazioni con scienziati di tutto il mondo e dagli oltre 13.000 persone prese in carico e provenienti da ogni parte d’Italia».

Si sostiene che «il modello di studio, complesso e combinato (studio clinico, ricostruzione genealogica delle famiglie e popolazioni attraverso gli atti e i documenti, studio genetico molecolare) ha portato il Centro, proprio perché inserito in un contesto storico e geografico particolare, a sviluppare avanzamenti importantissimi non solo per la Regione Calabria ma per la collettività scientifica tutta. Va sottolineato che il luogo dove questa tipologia di ricerca si svolge non è un fatto irrilevante e la metodologia non è facilmente trasferibile: la Calabria è, infatti, un vero e proprio isolato genetico e l’elevata numerosità di malattie, rare in altri contesti, è ricchezza straordinaria per la ricerca in generale; le metodologie particolari (storico-archiviste, cliniche e di genetica di popolazione) proprio qui in Calabria hanno avuto una importantissima valorizzazione e sono state possibili grazie al grande patrimonio storico-archivistico esistente».

Si contesta che «ora tutto questo sta scemando nel nulla. Riscontriamo assenza di interlocutori e una totale assenza di idee. In questi anni abbiamo ricevuto continue dichiarazioni di presa d’atto del problema ma nessuna azione concreta che portasse al superamento dello stato di stallo in cui si trova il Centro. Soprattutto ora, nell’ imminenza della comparsa sul mercato di farmaci in grado di modificare il decorso della Malattia di Alzheimer, la mancanza di stabilizzazione e prospettive concrete per il Centro rischia di produrre ulteriori gravissimi danni con il risultato “ennesimo” di una ulteriore emigrazione sanitaria».

Si ci appella così ad una raccolta firme online da 6.200 adesioni, che però oltre all’ambito simbolico poco altro può fare, chiedendo attenzione «ai partiti e movimenti politici, alle organizzazioni sindacali, alle associazioni, al mondo religioso, agli organi di stampa e televisivi a tutte le donne e gli uomini di scienze, di cultura e del mondo imprenditoriale e a tutti i calabresi che in questi anni si sono spesi a sostegno del CRN affinché diano forza e sostegno a questo nostro appello» affinchè si possa «velocizzare l’iter, già iniziato oltre un anno fa, per trasformare il Centro in Istituto di Ricerca a Carattere Scientifico (IRCS)».

Il che comporterebbe, però, un trasferimento dall’attuale sede e dei rapporti esistenti.

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