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“Siamo riusciti a dare uno scossone al Covid-19 ma non possiamo permetterci di abbassare la guardia”

La riflessione Enrico Antonio Errico della Croce Rossa, medico in servizio all'Hub dell Ente Fiera

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    Riceviamo e pubblichiamo la riflessione di Enrico Antonio Errico della Croce Rossa, medico in servizio all’Hub dell Ente Fiera

    I vaccini contro il covid-19 rappresentano una delle scoperte scientifiche di maggiore rilievo del nuovo millennio. Hanno un’efficacia altissima nella prevenzione delle forme gravi di malattia e soprattutto nell’abbassare il totale dei nuovi positivi.

    Oggi in Calabria la percentuale di vaccinati sul totale delle dosi ricevute si attesta intorno al 90% come gran parte delle altre regioni Italiane, questo grazie ad un lavoro certosino della sanità calabrese che ha dimostrato di poter offrire un ottimo livello di assistenza nella lotta al covid-19 sia tramite le USCA sia tramite la vaccinazione.

    In questo momento gli studi evidenziano come la protezione data dalla malattia sia di circa nove mesi, ragion per cui si crede che il vaccino possa fare lo stesso, ma non è da escludere la possibilità che sia necessaria un’ulteriore dose di vaccino anti covid-19.

    Tutto ciò a conferma del fatto che la vaccinazione di massa è un punto imprescindibile per uscire dalla pandemia ed è importante una presa di coscienza generale da questo punto di vista.

    Questo però non basta a fermare la situazione d’emergenza, le riaperture dovranno continuare ad essere graduali con misure che non possono prescindere dall’utilizzo delle mascherine o dal rispetto delle norme di distanziamento almeno in una fase iniziale.

    Oggi siamo riusciti a dare uno scossone al covid-19 ma non possiamo permetterci di abbassare la guardia.

    Questo soprattutto per le categorie più colpite dalle norme di sicurezza (ristoratori, commercianti, liberi professionisti, ecc.).

    Sono stati mesi durissimi, sia dal punto di vista economico che dal punto di vista sociale.
    Un pensiero lo rivolgo in primis a chi ha sofferto per la malattia in maniera diretta. Per tanti mesi ho “combattuto” in prima linea e continuo a farlo ancora oggi con la consapevolezza che il covid-19 possa colpire chiunque e che possa far stare male anche un soggetto giovane. Ma voglio rivolgere un pensiero anche a chi ha perso il lavoro, a chi non ha potuto vedere i propri genitori e cari per mesi interi e a tutti coloro i quali hanno sofferto indirettamente per il covid-19.

    Proprio a voi mi rivolgo dicendovi che i sacrifici fatti ci hanno portato dove siamo ora: ad un passo dalla vittoria; ed è importante che non si faccia finta che non sia successo nulla in questi lunghi mesi, continuando con l’allentamento graduale delle misure di contenimento e soprattutto con il rispetto delle stesse da parte nostra. Allora, solo allora, si potrà avere un ritorno alla normalità senza la paura che si possa tornare indietro.

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