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Lamentele da verificare secondo tre sigle civiche sulla gestione sanitaria lametina tra personale, esami e screening

Si riporta la versione dei pazienti e non degli operatori, si critica la politica in un settore commissariato da anni

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Esponenti di alcune sigle (Nadia Donato per Associazione Senza Nodi, Salvatore De Biase per per Osservatorio Sociale San Nicola, Nicolino Panedigrano per Comitato Salviamo la Sanità del Lametino) ribadiscono le lacune della sanità lametina, tra carenza di personale e di strumentazioni.

«Non abbiamo voglia di polemizzare con i commissari che di certo hanno lavorato con i mezzi che gli hanno messo a disposizione e immaginiamo abbiano fatto il possibile», sostengono i tre civici, anche se uno dei primi atti della terna commissariale il cui mandato è in scadenza fu la dichiarazione di dissesto dell’Asp di Catanzaro, atto che non trovando poi seguito è passato in sordina.

Si lamenta così la gestione del 118 reputando che «il provvedimento preso negli ultimi giorni per sopperire alle carenze prevede nuovo personale non esperto di emergenza, e che si vuole tamponare l’emergenza con prestazioni in regime straordinario che costa molto all’Azienda».

Si punta il dito contro la carenza di personale in pronto soccorso, comune a tutti i reparti degli ospedali calabresi, e la necessità di avere i risultati degli esami tramite navetta tra Soveria Mannelli e Lamezia Terme, ma anche sull’affidabilità della tac presente nell’ospedale del Reventino, o la gestione degli orari del personale in servizio negli ospedali gestiti dall’Asp.

Tutte lamentele che le sigle civiche però reputano essere da verificare, poiché «ci contatta e riporta questi esempi vuole mettere in risalto l’inerzia o la “strana” maniera di tentare di risolvere i problemi», quindi la versione dei pazienti e non degli operatori, sostenendo che per screening oncologici ed analisi si ci rivolga a Soverato e non Lamezia Terme, rimarcando che «a queste domande non possiamo rispondere noi».

In chiusura però si condanna la politica, mentre la sanità a livello provinciale e regionale è commissariata da anni.

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