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Da gennaio braccialetti con codice a barre e tablet nel reparto di medicina interna dell’ospedale lametino

Si digitalizza ulteriormente la cartella clinica di ogni utente, con inclusa la posologia dei vari medicinali previsti e l'effettiva somministrazione, stabilendo orari e responsabili.

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Presentato questa mattina il nuovo software che dovrebbe permettere l’adeguamento a standard informatizzati della gestione dei pazienti per il reparto di medicina interna dell’ospedale “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme.

Il primario Gerardo Mancuso spiega come «il progetto nasca come un lavoro di equipe», citando tra i vari dati statistici quello che per ogni 1.000.000 di pazienti ricoverati 6000 hanno eventi avversi, mentre sono solo 30 nel campo del vaccino anti Covid.

«L’errore di terapia può riguardare più campi, tra prescrizione, trascrizione/interpretazione, preparazione, distribuzione, somministrazione», ammette Mancuso, «una somministrazione controllata ed informatizzata può essere utile a ridurre in questo modo il campo degli errori. Lo sviluppo del progetto Pretesi, ovvero prescrizione terapia sicura, coinvolge così gli strumenti informatici già esistenti, quindi senza ulteriori spese per l’azienda».

Nel nuovo sistema ogni paziente viene identificato tramite un braccialetto con codice a barre, che scansionato tramite tablet permette di riconoscere il paziente e la terapia prescritta, eliminando così errori o scambi di persona. Si digitalizza ulteriormente la cartella clinica di ogni utente, con inclusa la posologia dei vari medicinali previsti e l’effettiva somministrazione, stabilendo orari e responsabili.

«Quello che dovrebbe essere uno standard da tempo, per alcune realtà non è così» spiega Gianluca Schicchi, responsabile informatico dell’Asp di Catanzaro, «l’ospedale di Lamezia Terme ha la fibra ottica da circa 20 anni, quindi favorisce l’uso di determinate tecnologie informatiche. La sensibilità del dottor Mancuso su queste tematiche ha fatto così che si iniziasse dal reparto di medicina interna, volendo tramite un’interazione diretta ridurre al minimo i casi di errore».

La proprietà intellettuale dell’applicazione è stata ceduta interamente e gratuitamente dalla società informatica all’Asp di Catanzaro, così da poter essere replicata in ogni reparto o anche in altre aziende.

Il direttore sanitario, Antonio Gallucci, auspica che «dall’ospedale principale dell’Asp di Catanzaro questa nuova forma si allarghi prima agli altri reparti, poi alle altre due strutture provinciali. Da gennaio intanto entrerà a pieno regime all’interno del reparto di medicina».

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