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Assistenza per over 64, continuità dei servizi e mobilità difficoltà rappresentate dalla presidente del Fish Calabria

L'intervento di Nunzia Coppedé in occasione della visita del Ministro Erika Epifani in Regione

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    Nunzia Coppedé, presidente FISH Calabria, in occasione della presenza del Ministro Erika Epifani in Regione, ha ribadito i passi avanti fatti a livello legislativo a livello nazionale sul tema disabilità rimarcando però come «anche la Calabria ha la necessità di un riconoscimento delle rappresentanze stabile, in un luogo idoneo a sostenere il cambiamento e l’innovazione delle politiche sulla disabilità. La Calabria ha un bisogno estremo di voltare pagina, sarebbe già una grande conquista ridurre la differenza di condizioni di vita tra le persone con disabilità della Calabria e quelle delle altre regioni. Ma noi vogliamo di più, desideriamo che le persone con disabilità possano scegliere con chi vivere e come vivere, cosa fare da grandi, quindi parliamo di progetto personalizzato, budget di progetto, salute abilitazione e riabilitazione, inclusione scolastica e lavorativa, vita interindipendente, mobilità per tutti, turismo accessibile, opportunità abitative adeguate dove la persona non sia considerata ospite a vita ma “abitante” è a casa sua, non solo come modo di dire, che lo sia davvero».

    Il focus passa poi su alcuni punti specifici: «a 64 anni si passa dalla situazione di disabilità alla situazione di anzianità e non si ha più accesso ad alcuni specifici servizi per persone con disabilità. Tra le persone che hanno raggiunto questa età moltissime sono tra quelle che come dicevo prima, hanno fatto la storia. Oggi sono ancora attive come sempre, ma non hanno più il diritto di accedere al Dopo di Noi, Vita indipendente ecc. Persone che hanno battagliato tutta la vita a favore della deistituzionalizzazione e che avendo raggiunto i 64 anni hanno come unica alternativa abitativa le RSA e le Case Protette. Chi ha vissuto fino a 64 anni da persona con disabilità lo resta per tutta la vita ed è giusto che possa continuare a vivere come vuole e con chi vuole».

    Altro punto dolente quello della continuità dei servizi: «mi sono sempre chiesta a cosa servono i progetti per l’assistenza domiciliare di 3 mesi, 6 mesi o nella migliore delle ipotesi un anno, poi finiscono e passano mesi prima di iniziare di nuovo. Con la pandemia ci sono state pause di 2 anni. Ed anche il senso nei servizi di assistenza domiciliare di 6 ore alla settimana … Progetti per la vita indipendente per un anno, poi basta perché dobbiamo dare l’opportunità ad un altro. Ma la vita continua, i bisogni di assistenza restano, non ha senso questo tipo di interventi, La continuità non può essere considerata una opzione o un privilegio è un bisogno essenziale che garantisce il diritto di vivere una vita di qualità».

    Si rimarca poi come «la mobilità in Calabria è molto complicata per tutti, per le persone con disabilità lo è molto di più e per familiari e oltre ai problemi di mobilità devono superare anche la difficoltà di dover lasciare i figli, vista la carenza di servizi e di risposte appropriate. Pertanto se oggi su 36 associazioni aderente alla Fish Calabria ne sono presenti 21, lo ritengo un successo importante».

    Al rappresentante dell’Anci viene sottolineato che «gli ambiti comunali sono l’anello debole sulle politiche della disabilità ma sono anche quelli che hanno potere e risorse per l’applicazione delle leggi che riguardano le politiche relative alla disabilità».

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