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“Difficoltà per quanto riguarda l’esenzione del ticket per le prestazioni sanitarie in favore dei cittadini ucraini fuggiti dalla guerra”

Segnalate da Rosario Piccioni, consigliere comunale “Lamezia Bene Comune”.

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Difficoltà per quanto riguarda l’esenzione del ticket per le prestazioni sanitarie in favore dei cittadini ucraini fuggiti dalla guerra vengono lamentate da Rosario Piccioni, consigliere comunale “Lamezia Bene Comune”.

«A fine marzo, infatti, il ministero della salute ha diramato una circolare alla Regioni specificando che i richiedenti protezione temporanea presenti sul territorio italiano sono esentati dal ticket sanitario attraverso la dichiarazione di indigenza e l’autocertificazione di non svolgimento di attività lavorativa», spiega Piccioni, «una misura importante che va incontro alle migliaia di famiglie ucraine che hanno raggiunto il nostro Paese dall’inizio della guerra ad oggi e a tutte quelle persone, anche di altri Paesi, che hanno richiesto e ottenuto protezione temporanea in Italia».

«Dalle informazioni avute da alcuni cittadini che si sono recati presso le strutture competenti dell’Asp della nostra città per richiedere l’esenzione, gli uffici non avrebbero ancora ricevuto indirizzo in tal senso e non sono stati quindi in grado di accogliere le richieste», sostiene il consigliere comunale, «da ricordare poi che le famiglie ospitanti non si limitano a dare un’abitazione, ma si fanno carico dell’assistenza sanitaria e scolastica e di tutto ciò che riguarda la permanenza di queste persone sul nostro territorio. Se così fosse, ci troveremmo di fronte a un paradosso ingiustificabile: ci sono tante famiglie, anche qui a Lamezia e in tutta la Calabria, che con grande generosità hanno aperto le porte delle loro case a persone in fuga da guerra e sofferenza che, invece di essere supportate dall’amministrazione pubblica, si ritrovano a dover fare i conti con la solita burocrazia o con le solite storture per cui in Calabria tutto viene applicato in ritardo rispetto al resto d’Italia».

Si chiede così ai vertici dell’Asp di Catanzaro di «approfondire la situazione per conoscere quale sia lo stato dell’arte in merito all’attuazione della circolare ministeriale e di intervenire laddove vi fossero ritardi e inadempienze. L’amministrazione regionale supporti con ogni mezzo le famiglie lametine e calabresi che, con straordinario senso di umanità e civiltà, tramite le Caritas e le realtà del terzo settore, si sono fatte carico di centinaia di persone, soprattutto donne e bambini, ai quali lo Stato da solo non avrebbe mai potuto dare risposte adeguate di accoglienza e assistenza».

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