Controlli microbiologici effettuati da Arpacal tra sabato e domenica da Lamezia Terme a Diamante
Quadro complessivamente conforme ai limiti previsti, senza evidenziare una contaminazione fecale diffusa nei punti controllati.
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“Le schiume e le chiazze osservate in questi giorni lungo alcuni tratti della costa tirrenica non sono automaticamente indice di inquinamento.
Fenomeni apparentemente simili possono avere origini diverse”, chiarisce Arpacal dopo le attiività di verifica sul campo attraverso campionamenti e analisi.
I controlli microbiologici effettuati tra sabato e domenica, da Lamezia Terme a Diamante, restituiscono un quadro complessivamente conforme ai limiti previsti, senza evidenziare una contaminazione fecale diffusa nei punti controllati.
Si ricorda così come il cambiamento climatico ed il riscaldamento globale abbiano effetti diretti anche su fenomeni naturali: “nel periodo estivo la sostanza organica presente naturalmente in mare, anche per effetto dell’attività del fitoplancton, può rilasciare proteine e altre molecole con proprietà tensioattive. Con il mare mosso, onde e vento incorporano aria nell’acqua: questi tensioattivi naturali stabilizzano le bolle e possono produrre schiume persistenti, mentre le correnti concentrano materiale organico in chiazze superficiali e lo trasportano verso la costa”.
Arpacal prosegue gli approfondimenti chimici e biologici per caratterizzare compiutamente le cause dei fenomeni osservati. Tutti i risultati aggiornati e una scheda scientifica dedicata alle schiume, che illustra il fenomeno e documenta episodi analoghi osservati anche in altre regioni italiane, sono disponibili nella sezione Balneazione del sito Arpacal
«Sul mare dobbiamo avere un approccio rigoroso: ogni segnalazione merita attenzione, ma sono i controlli e le analisi a dirci se siamo in presenza di un problema ambientale o sanitario. I risultati comunicati da Arpacal rappresentano, quindi, un elemento importante di chiarezza per cittadini, turisti e operatori». È quanto dichiara l’assessore regionale all’Ambiente Antonio Montuoro, commentando gli esiti delle attività svolte da Arpacal in questi giorni lungo la costa tirrenica calabrese, interessata dalla presenza localizzata di schiume e chiazze superficiali.
«Un dato particolarmente significativo – sottolinea Montuoro – arriva dai campionamenti effettuati tra sabato e domenica, da Lamezia Terme a Diamante: i parametri microbiologici analizzati sono risultati conformi ai limiti di legge. È un risultato che consente di ricondurre i fenomeni osservati alle dinamiche naturali dell’ambiente marino».
Secondo l’assessore, il lavoro svolto in questi giorni conferma anche l’utilità della strategia messa in campo dalla Regione Calabria per rafforzare il presidio del mare: «Abbiamo voluto aumentare concretamente la capacità di osservazione e di intervento sul territorio. Battelli, droni acquatici, laboratorio mobile e squadre tecniche consentono oggi di essere presenti lungo la costa, verificare direttamente le segnalazioni e produrre rapidamente dati scientificamente affidabili. È questo il modello che vogliamo consolidare: più presenza sul campo, più tecnologia, più conoscenza e maggiore trasparenza».
Montuoro richiama, al tempo stesso, la necessità di non abbassare l’attenzione sulle pressioni antropiche: «dire che un determinato fenomeno visibile non è indice di contaminazione microbiologica non significa sostenere che non esistano criticità da affrontare. Depurazione, scarichi, corsi d’acqua e corretta gestione dei rifiuti restano priorità sulle quali la Regione sta lavorando. Proprio per questo è essenziale distinguere le diverse situazioni sulla base delle evidenze, individuando le cause reali e concentrando gli interventi dove sono effettivamente necessari. La tutela del mare – conclude l’assessore – non si realizza attraverso allarmismi né minimizzando i problemi. Si realizza attraverso controlli, dati pubblici, prevenzione e interventi sulle fonti di pressione. La scelta della Regione è quella di investire sempre di più su questo modello, mettendo la conoscenza scientifica a disposizione delle istituzioni e soprattutto dei cittadini».



