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Scelta tra didattica in presenza o a distanza richiesta da alcuni genitori in Comune

Si reputano le scuole poco sicure, ma non si hanno dati empirici certi sulla presenza di focolai diffuse nelle aule

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Nonostante le sentenze del Tar contrarie alle chiusure delle scuole, il report ufficiale dell’istituto superiore di sanità che certifica come solo il 2% di contagi sia avvenuto in classe in Italia (senza per altro avere ad oggi ancora notizie di focolai diffusi negli istituti lametini), e l’arrivo nelle sedi di segreteria degli istituti comprensivi degli infermieri scolastici, una sparuta minoritaria rappresentanza di 10 genitori nuovamente oggi si è recata in Comune (a riceverli il subcommissario Calenda, assente il commissario Priolo, ed il segretario generale Pupo) per chiedere di non far tornare le attività in presenza reputando le scuole non sicure.

Nell’elenco delle lamentele i problemi dei tempi di risposta tra Asp – Comune – scuole, il servizio scuolabus ma anche i protocolli nazionali, aspetti che riguardano solo in parte Via Perugini, non avendo per altro dati certi e certificati di quanti contagi realmente siano avvenuti a scuola in questi mesi su quelli comunicati dall’Asp al Comune.

Nel periodo natalizio invece l’aumento dei contagi sta avvenendo principalmente in famiglia, ma i genitori continuano a reputare non accettabile le mancate risposte per iscritto da parte dell’Asp di Catanzaro (che in analogico si affida anche agli atti ufficiali online), chiedendo di poter scegliere di seguire la didattica a distanza come forma per i propri figli sulla scia di quanto già avvenuto in altre regioni.

Lo si chiede però a chi guida provvisoriamente il Comune, supportati anche da consiglieri comunali (attualmente sospesi come tutti gli organi di indirizzo politico) che ricordano la causa di un’ordinanza che non potrebbe però andare in quel senso. Infatti la proposta e richiesta è quella di avere un tavolo con i dirigenti scolastici, anche se alcuni degli stessi hanno già confermato il ritorno in presenza da giovedì.

Nessuna preoccupazione viene espressa però per le altre attività pubbliche o private, dove non ci sono le stesse misure delle scuole, né accenni agli atti amministrativi dell’Asp (arrivato un nuovo macchinario per i tamponi, la carenza maggiore è però di personale) o all’app Immuni in tema di tracciamento.

A parte qualche condivisione di intenti e preoccupazioni, però, data l’assenza oggi e domani del commissario Priolo, giovedì difficilmente cambierà quanto previsto quando, salvo singoli casi (dal 7 all’11 didattica integrata già annunciata al Perri – Pitagora) , tutte le scuole dell’obbligo del lametino torneranno in aula.

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