Calabria zona gialla ed in miglioramento, ma la scuola in presenza rimane oggetto di polemica

Incontro di 4 ore in Cittadella per il presidente Spirlì convinto di poter chiudere la didattica in presenza, anche dopo le bocciature del Tar

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Presidi, studenti, insegnanti e associazioni si sono confrontati, oggi pomeriggio, nella Cittadella “Jole Santelli” di Catanzaro, con il presidente della Giunta regionale Nino Spirlì, sulla situazione nel mondo della scuola calabrese, alla luce della grave emergenza sanitaria legata al Covid-19, anche se attualmente la regione si trova in zona gialla e sono positivi gli indici sul Covid in Calabria relativi alla settimana 27 gennaio-2 febbraio secondo la fondazione Gimbe.

In particolare, nella settimana presa in esame, risultano in miglioramento gli indicatori relativi a “Casi attualmente positivi per 100.000 abitanti”, “Incremento % dei casi”, “Casi testati per 100.000 abitanti” e “Rapporto positivi/casi testati”, rispettivamente 442, 5,1%, 911, 9%.

Al centro dei vari interventi in Cittadella invece l’esigenza di contemplare il diritto alla salute degli studenti e del personale scolastico con quello legato all’istruzione. Un confronto sulle problematiche più urgenti, tra cui il tracciamento dei contagi, le regole sulla sicurezza negli istituti scolastici, l’ampliamento dei trasporti pubblici ma anche sulle sfide da affrontare a breve termine, come le vaccinazioni (al 3 febbraio, la percentuale di popolazione che in Calabria ha completato il ciclo vaccinale è pari allo 0,80%, ultima regione, contro una media nazionale dell’1,36%, e le dosi complessivamente somministrate sono andate per l’81% a operatori sanitari e sociosanitari, per il 3% ad ospiti delle Rsa e per il 16% a personale non sanitario) e la tenuta del sistema sanitario.

Il presidente Spirlì ha anche esposto le ragioni che hanno indotto la Regione a emanare la recente ordinanza che prevede la presenza in aula al 50% (obbligo vigente a livello nazionale per dcpm) e la didattica digitale integrata per tutti gli studenti delle scuole superiori le cui famiglie ne facciano esplicita richiesta, anche se tale opzione non essendo vincolante ha spiazzato genitori, studenti e scuole stesse.

SPIRLÌ: «NO A PRESENZA AL 100%»

«Incontrare i rappresentati del mondo della scuola – ha dichiarato il presidente Spirlì – è stato di vitale importanza. Un confronto richiesto da me a cui hanno aderito tanti dirigenti, insegnanti, studenti e genitori di alunni. Quasi 4 ore di dibattito, seguito in rete da migliaia di cittadini calabresi, in cui sono stati espressi vari punti di vista. Indicazioni da cui partirò per ottimizzare la nostra ultima ordinanza sulla scuola, laddove ce ne fosse la necessità. Molte sono state le richieste pervenute: ne studieremo la fondatezza, dopodiché andremo ad accontentare tutti i territori e tutte le categorie, perché il problema della scuola si è posto in un momento in cui siamo a una svolta. La Calabria finora è riuscita a contenere bene i numeri del contagio e non vedo per quale motivo dovremo metterli a rischio proprio adesso».

«L’ultima ordinanza che abbiamo emanato – che prevede, qualora sia messa in atto dai dirigenti scolastici, di poter richiedere la didattica a distanza – può andare avanti così com’è, ma ho anche dovuto registrare le lamentele di tanti genitori e alunni che si vedono negati alcuni diritti, garantiti dall’ordinanza. Mi riferisco al fatto – ha aggiunto il presidente – che noi abbiamo previsto una presenza massima del 50%, mentre alcune scuole stanno insistendo in alcune classi con il 100%. Questo non va bene, non lo possiamo permettere. Per cui, se ancora c’è qualche dubbio, passeremo dal consiglio all’ordine». Le sentenze del Tar che hanno bocciato le precedenti ordinanze in tal senso però danno già un’indicazione sulla validità di tali auspici.

«Dove non siamo arrivati col garbo istituzionale – ha concluso Spirlì –, lo faremo con i poteri che ci dà la legge. Per quanto mi riguarda, sono dell’idea che bisognerebbe fermare la presenza nelle scuole per qualche settimana, perché sarebbe opportuno in modo da fare abbassare il numero dei contagi. Non andremo certo a forzare la mano ma, laddove i numeri mi dovessero richiedere, col loro aumento, di prendere una decisione, non mancherò di prenderla, non c’è dubbio».

SAVAGLIO: «SOLUZIONI NEL RISPETTO DI TUTTI»

«Siamo di fronte – ha dichiarato l’assessore Savaglio – a preoccupazioni comuni: da un lato il rispetto per la crescita culturale dei nostri studenti, dall’altro il diritto alla salute di intere comunità. È chiaro che spetta alle istituzioni la responsabilità delle decisioni. Il nostro impegno è quello di triplicare ogni sforzo per offrire le soluzioni più giuste e nel rispetto di tutti».

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