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Il Tar Calabria conferma la legittimità dell’affidamento alla Scamar del servizio mensa scolastica

Rigettato dal Tar Calabria il ricorso presentato dalla Società Industrie Alimentari Ristorazioni Collettive S.p.A

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Rigettato dal Tar Calabria il ricorso presentato dalla Società Industrie Alimentari Ristorazioni Collettive S.p.A contro la Scamar S.r.l per la gestione triennale del servizio di refezione scolastica nelle scuole dell’infanzia e primarie.

I giudici amministrativi rilevano, in merito alle censure sollevate dal ricorrente sulla puntualità dei pagamenti della ditta vincitrice del bando, che nella documentazione versata in atti vi è «la sussistenza di un mero ritardo nella corresponsione della retribuzione ai dipendenti, relativamente ad alcune mensilità e della tredicesima, con riferimento, peraltro, a contratti rientranti nell’ambito delle pubbliche commesse», sostenendo che «costituisce un dato della comune esperienza il fatto che – soprattutto nel campo delle commesse pubbliche, nell’ambito delle quali si sarebbero registrati i ritardi nella corresponsione delle retribuzioni – il frequente ritardo con cui le amministrazioni committenti onorano i propri debiti nei confronti delle ditte appaltatrici finisce per potersi ribaltare sulla liquidità a disposizione di queste ultime e pregiudica la regolarità del pagamento delle spettanze alle maestranze, senza che tale circostanza, per ciò solo, costituisca indice di quella grave inaffidabilità che genererebbe un obbligo di segnalazione nella partecipazione alle gare».

Altri punti contestati non accolti dal Tar la mancata titolarità, al momento della partecipazione della gara, del centro di cottura in via Patrioti Sambiasini, il quale ha dichiarato una capacità produttiva superiore a 3.000 pasti a ciclo produttivo, superiore quindi ai 2070 richiesti dal bando. Inoltre nella sentenza si rileva che «anche le ulteriori contestazioni in ordine alla “non realisticità” della sussistenza del suddetto requisito di partecipazione sono infondate, tenuto conto che il richiamo alle linee guida del Dipartimento Prevenzione dell’ASP di Vibo Valentia e delle ULSS Veneto non risulta pertinente, quanto meno con riferimento alla non applicabilità nell’ambito territoriale, mentre le considerazioni in ordine al computo metrico della superficie necessaria per il regolare espletamento del servizio, ovvero alla compresenza di altri committenti nel medesimo centro di cottura (circostanza che, a detta della ricorrente, ne ridurrebbe de facto la capacità produttiva) appaiono generiche e indimostrate, oltre a sostanziarsi nella mera sostituzione di un apprezzamento soggettivo alle determinazioni dell’amministrazione».

Non trovano neanche accoglimento le segnalazioni in merito alla commissione del Comune che ha giudicato le due offerte, poiché «i componenti della commissione di gara sono stati scelti tra dipendenti comunali di categoria D, assegnati al settore a cui afferisce anche il servizio di refezione scolastica» e «non può dirsi assente la necessaria competenza professionale idonea a far parte della controversa commissione di gara».

Respingendo così il ricorso nelle sue parti, il Tar Calabria condanna la parte ricorrente alla rifusione delle spese di lite in favore dell’amministrazione ricorrente e della controinteressata, liquidandole, per ciascuna di esse, in complessivi 3.000 euro, oltre rimborso forfettario spese legali, IVA e CPA come per legge.

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