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Alcuni docenti del Campanella indicano “questi come giorni di lutto per la Scuola”

Si lamenta la situazione di incertezza tra ordinanze e ricorsi al Tar, senza un piano vaccinale dedicato

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«Nell’indifferenza generale proclamiamo questi come giorni di lutto per la Scuola», dichiarano alcuni docenti dell’istituto Tommaso Campanella dopo l’ultimo pronunciamento del Tar che annula l’ordinanza regionale la quale prevedeva da lunedì fino al 21 marzo la didattica a distanza al 100% per tutte le scuole calabresi.

«Manca la responsabilità “etica”, vige la regola del “disfattismo” che, rocambolescamente, diventa valore fondante per coloro i quali credono che la Scuola, l’Istruzione non abbiano alcun riconoscimento sociale» sostengono gli insegnanti, «tutto ciò a discapito di docenti e studenti che sin dall’inizio, in questa situazione pandemica, sono scesi in trincea, dimostrando spirito di adattamento e, nello stesso tempo, assoluta e instancabile passione verso una “professione” che rappresenta la base formativa della società, l’istituzione più importante, insieme alla sanità».

Si lamenta che «la scuola ha bisogno di organizzazione e programmazione dell’attività didattica per garantire un servizio, non si può pensare che ci si “adatti” da un momento all’altro a nuove disposizioni che stravolgono continuamente il quadro di riferimento, soprattutto nelle scuole superiori».

Sebbene si sia da un anno all’interno di una pandemia globale, i docenti lamentano che «quanto accaduto nelle ultime ore rappresenta l’apice di una situazione le cui note toccano gli accenti più gravi del surrealismo e del grottesco: bracci di ferro, prese di posizione che nulla hanno a che vedere con la scuola e con la cultura (perché è bene ricordare a qualcuno che la scuola è soprattutto un presidio culturale), finiscono con il condizionare gravemente un sistema che è unicamente garanzia sociale e totalmente al di fuori di logiche decisionali che ignorano i meccanismi organizzativi alla base della vita e dell’esistenza di una struttura complessa quale quella scolastica».

Si rimarca poi come «non sappiamo nulla della compagna vaccinale per la scuola, se non sporadiche e contradditorie notizie, e veniamo a sapere che altre categorie arbitrariamente sono considerate più importanti della nostra, quando in altre regioni il vaccino è già stato somministrato al personale docente e Ata e la Calabria è, allo stato attuale, ultima» con i dati regionali aggiornati a questa mattina che vedevano solo 210 personale del personale scolastico ad avere ricevuto almeno una somministrazione di vaccino.

«Una politica seria dovrebbe occuparsi innanzi tutto dell’emergenza sanitaria e in secondo luogo del resto perché, ricordiamolo, la DaD è ora DDI, con schemi molto complessi che prevedono la presenza a scuola del 50% delle classi e del 50% degli alunni per classe, senza dimenticare che alle famiglie è stata data la possibilità di scegliere la DaD e sono molti coloro che l’hanno fatto, quindi questo balletto è un falso problema che gioca sulla scarsa conoscenza dell’opinione pubblica di ciò che sta accadendo all’interno delle aule scolastiche», lamentano i docenti, anche se poi i decreti nazionali tracciano delle linee guida che poi le regioni devono seguire, ed in Calabria la sanità per almeno 2 anni sarà ancora commissariata, con fino a settembre anche l’Asp di Catanzaro ad essere guidata da una terna commissariale. Un quadro quindi più intricato.

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