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Incontro su “Agenda 2030 e Nextgeneration: quale futuro” questa mattina con Luciano Monti per il Tommaso Campanella

Docente di Politiche dell’Unione europea alla Luiss e codirettore della Fondazione “Bruno Visentini.

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Questa mattina il Liceo “Tommaso Campanella”, proseguendo nel solco del progetto d’Istituto di Educazione Civica, ha ospitato a distanza Luciano Monti, docente di Politiche dell’Unione europea alla Luiss e codirettore della Fondazione “Bruno Visentini.

Il tema affrontato, “Agenda 2030 e Nextgeneration: quale futuro” ha coinvolto oltre 150 studenti delle classi quarte e quinte.

La Dirigente Susanna Mustari ha evidenziato come «ormai da un anno in Italia si discuta sul piano da presentare alla Commissione Europea per ottenere i finanziamenti del Next Generation EU, concepito dalla Commissione Europea come un enorme piano di investimenti, paragonabile al piano Marshall, che guarda al futuro, puntando su digitale e sostenibilità».

Ha sottolineato inoltre come «digitale e sostenibilità rappresentano le due direttrici indicate per la ripresa post-Covid dell’Europa, che ha allocato il 30% dei fondi alla crisi climatica, a tutela soprattutto dei giovani, come del resto suggerisce il nome, Generazione Futura. Occorre un cambio di passo, per raggiungere i 17 obiettivi fissati dall’Onu per il 2030 a tutela del Pianeta e delle generazioni future e operare in direzione di un progetto globale i cui obiettivi non possono essere integrati esclusivamente dalle scelte politiche dei singoli governi, ma devono diventare chiave fondamentale nel riorganizzare le nostre attività».

Questo, quanto ribadito più volte da Monti il quale ha espresso inoltre «la necessità di avviare un “viaggio” verso un nuovo modello di società, non solo più inclusiva, ma anche più ricca di opportunità e competitività. Fare della crisi pandemica un’opportunità creando le basi di una visione nuova. Guardare alle Nuove generazioni come quel “capitale umano” capace di portare il nostro Paese fuori dalla lunga “stagnazione” in cui si trova da oltre 20 anni. Nel dibattito in corso in Italia ancora mancano indicazioni chiare sui veri protagonisti: i progetti operativi. Non sappiamo ancora come verranno impiegati questi fondi, 209 miliardi che, vale la pena di ricordarlo, verranno erogati dall’Europa solo a fronte di progettualità dettagliate (tempi costi, benefici) e di avanzamenti effettivi e misurabili dopo pochi mesi dalla partenza. Sono soldi che rischiano di essere in parte restituiti senza una politica “intelligente” e lungimirante. Occorre una governance politica che vada nella direzione della sostenibilità, che non significa solo ambiente, ma anche economia, società, istituzioni e soprattutto “giovani”».

Proprio in questa direzione Monti in questi giorni sta lavorando sedendo ad un tavolo di progettazione che rappresenta uno dei principali banchi di prova del Governo Draghi e che consisterà nella capacità di progettare il cosiddetto “Recovery Plan”, più propriamente “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”, per utilizzare nel modo più efficiente possibile le risorse legate al programma europeo straordinario Next Generation.

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