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Insegnanti e Dad, dall’indagine dell’Asp di Catanzaro interazione con gli studenti insufficiente per il 36% dei docenti

Il 69% degli studenti lamenta la difficoltà di interazione con i compagni ed il 41% la difficoltà di interazione con gli insegnanti.

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“La scuola non si ferma”. Con questo slogan la scuola ai tempi del Coronavirus ha sperimentato, improvvisamente e con spirito da pioniere, la trasformazione più grande, dalla classe “vera” alla classe virtuale, dagli alunni in carne ed ossa alla modalità on line.

Il lockdown ha catapultato docenti ed alunni in una realtà parallela, per cui si sono dovuti attrezzare creativamente per continuare a lavorare ed a studiare da casa. Secondo l’Unesco, sono circa un miliardo gli studenti costretti a casa dall’emergenza Covid-19. Ecco come per un numero enorme di studenti la DAD (didattica a distanza) ha permesso di garantire la prosecuzione delle lezioni, ma ha comportato un riadattamento di spazi, tempi ed esigenze, evidenziando che non è una mera trasposizione della didattica in presenza.

Dati nazionali recenti mostrano che il successo o l’insuccesso della didattica a distanza dipende   dall’intreccio di più fattori tra cui le competenze didattiche e tecnologiche dei docenti, le disponibilità di tecnologie ed ambienti, la composizione familiare e il ruolo della valutazione nei processi di insegnamento e di apprendimento. La DAD è, dunque, una risorsa se progettata ed utilizzata adeguatamente ma può avere delle ricadute negative oltre che impattare pesantemente sulla gestione familiare.

Offre sicuramente grandi opportunità ai ragazzi che non possono recarsi a scuola a causa del Covid ma porta con sè alcune conseguenze nell’ambito piscologico oltre che sociale ed economico che gli adolescenti ed i loro docenti devono affrontare.

Alla luce delle tante problematiche emerse, il Servizio Promozione della Salute dell’Asp di Catanzaro, referente Rosa Anfosso, afferente al Dipartimento di Prevenzione, diretto da Giuseppe Caparello, che ha come mission la tutela del benessere nella popolazione, ha messo in essere un’indagine conoscitiva, a mezzo questionari,  rivolta a 471 docenti di Scuola Secondaria Superiore sul grado di soddisfazione proprio e dei relativi studenti e sulle criticità emerse in termini di salute rispetto alla modalità di svolgimento a distanza delle attività didattiche, intraprese a seguito dell’emergenza sanitaria.

Il Servizio per la realizzazione dello studio ha stretto una proficua alleanza con l’Istituto di Istruzione Superiore Vittorio Emanuele II di Catanzaro la cui Dirigente, Rita Elia, ha con grande sensibilità e disponibilità avviato una forma di collaborazione efficace e produttiva avvalendosi dell’apporto fondamentale della docente Tiziana Mazza che ha consentito l’utilizzo della piattaforma Google. Salute e Istruzione sono, infatti, strettamente collegate ed incidono con un notevole impatto sui risultati di benessere. I Dirigenti Scolastici che con spirito di partecipazione e condivisione hanno aderito al programma, sono stati: Zaccone Elisabetta IIS Petrucci Ferraris Maresca Catanzaro, Teresa Agosto IIS Fermi Catanzaro, Domenico Agazio Servello ITT Malafarina Soverato, Blandino Simona ITE De Fazio e Polo Tecnologico Carlo Rambaldi Lamezia Terme, Saverio Candelieri ITT Ferrari Chiaravalle, Giancarlo Caroleo Centro Provinciale Istruzione Adulti, Angelo Gagliardi IIS De Nobili e Liceo Artistico Catanzaro, Vincenzo Gallelli IIS Guarasci-Calabretta Soverato.

Il questionario, contenente numerosi item relativi al grado di benessere di studenti e docenti, è stato  elaborato in seno al Servizio Promozione della Salute dai collaboratori Antonio Sacco, Valentina Critelli, Lorena Rita Iozzo e distribuito ai docenti a mezzo materiale cartaceo oppure a mezzo modulo Google. Preliminare alla somministrazione è stata la richiesta di adesione al progetto dei Dirigenti Scolastici e, preferibilmente, l’individuazione da parte di quest’ultimi di un/a referente incaricato/a. Le risposte sono state oggetto di studio statistico sia per ciascuna scuola che nella totalità.

Lo studio si è rivelato uno strumento utile ed immediato per raccogliere le esperienze, le opportunità e le criticità su quanto messo in campo finora ed, al contempo, per monitorare l’impatto della sostenibilità della didattica online. Ha, infatti, restituito un feedback immediato dei punti di forza e di debolezza sui quali poter predisporre opportuni accorgimenti ed ha offerto indicazioni sulle eventuali nuove possibilità di effettuare ulteriori Corsi di formazione per docenti sulle problematiche sanitarie che investono la scuola.

L’analisi dei dati, 471 questionari, evidenzia che la maggior parte dei docenti target, ben il 41%, insegna discipline di area umanistica/linguistica, il 40% di tipo scientifico e tecnologico, il 12% di sostegno, il 7% dell’area storico-sociale-religiosa. La quasi totalità dei docenti ha attivato la DAD servendosi di video lezioni, audio lezioni, compiti, questionari e verifiche on line e tra questi il 54% riferisce di essere è riuscito ad interagire con gli studenti ricreando un’atmosfera abbastanza o del tutto simile a quella in classe, mentre il 36% dichiara di non esserci riuscito.

Per quanto attiene il dialogo a distanza con gli studenti il 7% dei docenti lo ritiene ottimo, il 44% buono, il 35% sufficiente, il 14% al di sotto della mediocrità. Analogamente l’impegno profuso dagli studenti durante la DAD è stato ottimo solo per il 4% dei docenti, buono per il 39%, sufficiente per il 43% ed assolutamente insufficiente per il 15% degli studenti. La maggior parte degli studenti, secondo il parere dei docenti, ha dimostrato una buona disponibilità a seguire le lezioni in DAD. Un dato di grande interesse è che il 39 % dei docenti ha dichiarato che non sono state predisposte attività mirate o materiali specifici per gli alunni con bisogni educativi speciali

Le difficoltà maggiormente incontrate dai docenti sono, in ordine di preferenza: problemi di comunicazione con gli alunni, perché è difficile creare una relazione tra docente e studente che passi attraverso l’esclusiva comunicazione on line e dunque difficoltà di interazione con il singolo studente e con il gruppo classe; difficoltà nel programmare ed eseguire le interrogazioni e le spiegazioni.

Le difficoltà più strettamente tecniche sono: collegamento ad internet lento o insufficiente; mancanza di linee guida e riferimenti chiari; problemi di carattere emotivo e personali; difficoltà ad utilizzare gli strumenti; per una piccola percentuale mancanza di un computer o di un tablet.

Le criticità nell’organizzazione per gli alunni rappresentate dai docenti sono: mancanza di strumenti adeguati (tablet, computer) per la maggior parte (61%); difficoltà nell’accesso alla piattaforma; mancanza di familiarità con questo tipo di didattica; mancanza di interesse e motivazione, accompagnata a senso di solitudine, disorientamento e disagio, in accordo con il fatto che il momento della scuola e del contatto con i compagni di classe rappresenta una delle esperienze più significative per un adolescente anche dal punto di vista sociale.

La DAD ha eliminato anche il legame con il luogo fisico della classe e questo porta maggiormente gli studenti a sentirsi più soli.

E’ noto come le relazioni online siano molto diverse da quelle faccia a faccia e questo, alla lunga, può creare un senso di disorientamento e di disagio. Il 69% degli studenti, secondo il parere dei docenti, lamenta infatti la difficoltà di interazione con i compagni ed il 41% la difficoltà di interazione con gli insegnanti.

Altre tipologie di difficoltà relative alla didattica per gli studenti sono le spiegazioni e le interrogazioni, in accordo con il fatto che con la DAD manca assolutamente l’attivazione dei neuroni a specchio fondamentali per generare un senso di connessione automatica e di empatia, essenziale nel mondo della didattica. Nella DAD inoltre anche i neuroni GPS non vengono attivati. Per questo le esperienze fatte hanno maggiore difficoltà a fissarsi nella memoria autobiografica; il rischio è quello di passare le giornate ascoltando cose che si dimenticheranno in fretta

In relazione all’esperienza dei docenti con questa nuova ed improvvisa modalità di insegnamento, il 51% di essi dichiara di aver rivisto le proprie modalità di insegnamento per superare gli eventuali problemi, il 20% ha cercato di adattarsi, ma con molta fatica, il 19% non gradisce questa modalità di didattica ed una piccola percentuale aveva già sperimentato la modalità DAD.

Ed ancora il 38% dei docenti ritiene che in condizione di normalità, la DAD possa essere utile solo per esigenze particolari; il 19% che potrebbe essere integrata regolarmente nell’azione didattica anche in condizioni di normalità; il 43% che andrebbe utilizzata solo in condizioni di emergenza.

L’indagine ha anche analizzato, con più domande specifiche, la possibilità di eseguire Corsi di formazione per docenti, attività che il Servizio Promozione della Salute ha sempre sostenuto in presenza. Le risposte sono pressoché equamente divise tra la scelta di corsi on line e quella di seminari in presenza, durante il periodo settembre- marzo con argomenti di tipo sanitario quali corsi di primo soccorso, educazione alimentare, educazione all’affettività.

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