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“Semi di consapevolezza, semi di libertà” al liceo “Tommaso Campanella” per celebrare la Giornata contro le mafie.

Tra gli ospiti il primo ad intervenire è stato Arcangelo Badolati, giornalista e scrittore, volto storico della denuncia contro ogni forma di criminalità

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“Semi di consapevolezza, semi di libertà” al liceo “Tommaso Campanella” per celebrare la Giornata contro le mafie.

La Dirigente, Susanna Mustari, ha presentato i lavori sottolineando come sia compito della Scuola promuovere in tutte le attività formative, l’Educazione alla Legalità, unico comune denominatore e riferimento costante della vita di ognuno; ha aggiunto che la celebrazione vuole essere un momento di riflessione, approfondimento e di incontro, di relazioni vive e di testimonianze. Un momento in cui dare spazio alla memoria e a tal proposito ha ricordato quanto affermato dal Capo dello Stato Sergio Mattarella “La memoria è radice di una comunità. Fare memoria è condizione affinché la libertà conquistata continui a essere trasmessa e vissuta come bene indivisibile. Ecco perché ricordare le donne e gli uomini che le mafie hanno barbaramente strappato alla vita e all’affetto dei loro cari, leggerne i nomi, tutti i nomi, non costituisce soltanto un dovere civico. È di per sé un contributo significativo alla società libera dal giogo oppressivo delle mafie. È affermazione di principi di umanità incompatibili con i ricatti criminali. Infine, è fiducia nella legalità che sola può garantire il rispetto dei diritti, l’uguaglianza tra le persone, lo sviluppo solidale”.

Tra gli ospiti il primo ad intervenire è stato Arcangelo Badolati, giornalista e scrittore, volto storico della denuncia contro ogni forma di criminalità; attraverso un excursus sulle ricchezze del nostro territorio, sulla storia e sul mito ha sottolineato come il popolo calabrese abbia tutti gli strumenti per “uscire dallo stato di minorità” dentro il quale a causa di stereotipi e di “cattive” pratiche è stato collocato. Conoscere per denunciare; ribellarsi, alzare lo sguardo e abbattere ogni forma di ipocrisia sociale; guardare al coraggio di tanti uomini e donne che hanno sacrificato la propria vita per servire gli ideali di giustizia.

Maria Concetta Pezzimenti, oggi Giudice presso la Sezione Civile del Tribunale di Lamezia Terme, si rivolge agli studenti esortandoli a studiare per realizzare il proprio futuro in una regione ricca di promesse e di risorse. Abbattere le pareti nascoste di una “mafia liquida” che spesse volte si nasconde dietro un insospettabile schermo di legalità; coltivare lo studio perché la mafia vive di mediocrità e ignoranza trovando in essa un terreno fertile.

Terreno che don Pino De Masi, referente di Libera, ha voluto “sanificare” contrapponendo «ai segni del potere mafioso il potere dei segni», i segni di un cambiamento possibile nel momento in cui si decide di costruire la propria vita operando un cambio di prospettiva, «costruendo un noi, rifuggendo dagli individualismi e lavorando per il conseguimento del Bene Comune». Protagonismo, cittadinanza attiva, responsabilità e senso di appartenenza sono le motivazioni che spingono don Pino De Masi, con il suo gruppo di giovani, a sovvertire “logiche” mafiose che per assurdo sembrano essere la prassi. Ma la scommessa più grande è proprio questa: traghettare la Calabria verso la normalità.

Maria Gaetana Ventriglia, Commissario presso la Polizia di Stato, ripercorrendo gli attimi terribili della strage di Capaci, ha ricordato coloro i quali, rappresentanti dello Stato, si sono sacrificati per i valori di giustizia e legalità. Uno Stato in trincea che conta innumerevoli morti e ha pagato il peso dell’indifferenza. Il Commissario ha ricordato quanto affermato da Antonino Caponetto “La mafia teme la scuola più della giustizia” e “L’istruzione toglie l’erba sotto i piedi della cultura mafiosa”.

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