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La storia di Giosafatte Talarico riproposta da studenti del liceo classico di Lamezia Terme e Tropea

Venerdì 19 novembre alle 17,30 gli studenti dei due licei hanno messo in scena lo spettacolo da loro costruito nel corso dei laboratori teatrali

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Gli studenti più meritevoli del secondo anno del Liceo Classico “Francesco Fiorentino”, insieme ai coetanei del Liceo Classico di Tropea, hanno trascorso i giorni dal 15 al 20 novembre presso il Mabos (Museo d’arte del bosco della Sila) nell’ambito del progetto: “Giosafatte Talarico, tra storia e leggenda”.

Lo scopo delle attività proposte, ricadenti nell’azione di un Progetto Por Calabria, era quello di consentire ai partecipanti l’accesso ad una didattica che avvenisse al di fuori delle aule scolastiche, volta a garantire un potenziamento delle competenze trasversali e delle competenze sociali-relazionali, messe a dura prova dalle restrizioni necessarie a fronteggiare la situazione pandemica in corso. Gli studenti, accompagnati da alcune docenti, sono stati accolti con grande gentilezza e ospitalità da Mario Talarico e dal suo staff all’interno del Mabos (un albergo-museo che si trova a Sorbo San Basile nella Sila catanzarese) e sono stati guidati in un avvincente percorso di educazione alla legalità e di conoscenza/apprezzamento delle peculiarità del proprio territorio regionale da un team di esperti di teatro e di fotografia: Pierpaolo Bonaccurso, Greta Belometti, Giuseppe Ferrise, Marco Piricò, Lucrezia Siniscalchi.

I ragazzi e le ragazze nel corso delle 6 giornate hanno approfondito la conoscenza del fenomeno del Brigantaggio nell’Italia post-unitaria, concentrandosi sulla figura di Giosafatte Talarico, un brigante che negli anni Sessanta del 1900, in un programma televisivo, Giorgio Albertazzi annoverava tra i cinque uomini più influenti della Storia del nostro paese.

La conoscenza degli episodi più rilevanti della biografia del brigante è avvenuta attraverso la lettura di stralci del libro di Salvatore Piccoli, La leggenda di Giosafatte – Brigante di Panettieri. Gli allievi e le allieve hanno seguito laboratori di training teatrale e di improvvisazione e, guidati dagli esperti, si sono incamminati in chiave esperienziale lungo l’avventuroso sentiero della drammaturgia sperimentale, redigendo una loro scrittura che rappresentasse una rilettura della vicenda biografica del brigante Giosafatte.

I laboratori sono stati intervallati da passeggiate nei boschi alla scoperta delle bellezze paesaggistiche, indispensabili per reperire materiale fotografico e per vivere in prima persona in quegli stessi luoghi, in cui si era svolta la vicenda umana e storica del brigante Giosafatte. Per questo stesso motivo gli studenti hanno visitato il borgo di Panettieri e il suo Museo dei Briganti, paese d’origine di Giosafatte: hanno intervistato gli abitanti di Panettieri alla ricerca di memorie popolari non note alle cronache storiche.

Venerdì 19 novembre alle 17,30 davanti al Dirigente Scolastico Nicolantonio Cutuli, alle insegnanti accompagnatrici, al signor Talarico e al suo staff, agli esperti, gli studenti dei due licei hanno messo in scena lo spettacolo da loro costruito nel corso dei laboratori teatrali: l’impatto emotivo di alcune scene è stato forte, in quanto la chiave di lettura della vicenda biografica di Giosafatte che i ragazzi hanno costruito, ha avuto come protagonisti gli impulsi umani che mirano alla vendetta (centrale nella vita del brigante quale movente della sua vita da fuorilegge), alla sopravvivenza ad ogni costo, al terrore di perdere le persone che si amano e alla ricerca della verità. Una verità, evocata con la parola greca alétheia, indagata come principio sia oggettivo che soggettivo, alla cui ricerca questi studenti –uomini e donne di domani- di certo non si sottrarranno.

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