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A meno di risposte dell’ultimo minuto dall’Asp ed ordinanze del week end, lunedì a Lamezia Terme si tornerà regolarmente in aula

Si è richiesto oggi un parere all'azienda sanitaria, la stessa dalle cui mancate risposte altri Comuni hanno deciso di non ripartire in presenza

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Mentre alcuni comuni del lametino hanno optato per il mancato ritorno delle lezioni in presenza nelle scuole da lunedì, chi per una settimana chi per due, a Lamezia Terme oggi si è richiesto dalle commissioni consiliari il parere dell’Asp di Catanzaro, l’ente che avrebbe la responsabilità tecnica sanitaria ma le cui mancate risposte sono una costante tra le motivazioni delle ordinanze delle altre amministrazioni comunali.

Nella «richiesta urgente di parere tecnico-scientifico» da un lato si cita «la grave situazione epidemiologica oggi esistente a Lamezia Terme che, per quanto appreso, è in costante e continuo aumento per il numero dei casi di positività» dall’altro che «pure per i bambini ed i ragazzi, la campagna vaccinale (anche alla luce delle diverse ed importanti iniziative intraprese dall’Azienda Sanitaria) sta procedendo, in questi giorni, con un rilevante ed importante coinvolgimento della popolazione», chiedendo così un’indicazione «in ordine alla sussistenza di circostanze di eccezionale e straordinaria necessità che comportino l’opportunità di disporre la chiusura degli Istituti Scolastici cittadini, al fine di assicurare la più ampia adesione alla campagna vaccinale della popolazione scolastica e di evitare che le Scuole possano essere un ulteriore detonatore dell’epidemia».

Visto che molto difficilmente l’azienda sanitaria provinciale risponderà di sabato, in serata arriva anche la versione del sindaco Paolo Mascaro. «Il D.L. approvato nel Consiglio dei Ministri del 05 gennaio u.s., disattendendo svariate sollecitazioni provenienti da più ambiti e da tantissimi Dirigenti Scolastici, ha confermato la ripresa dell’attività didattica in presenza disciplinando in maniera minuziosa le nuove regole per la gestione dei casi di positività», ricorda Mascaro, «in presenza di tali cogenti disposizioni, marginale è oggi lo spazio residuato ai Presidenti di Regione ed ai Sindaci di prevedere misure diverse stante anche la proroga delle disposizioni in essere che consentono deroga unicamente “in zona rossa e in circostanze di eccezionale e straordinaria necessità”, sentite previamente le competenti autorità sanitarie».

Si ricorda che «tale è anche l’oramai consolidato orientamento del TAR Calabria Catanzaro che da ultimo, in data 17 dicembre, ha immediatamente sospeso l’ordinanza emessa dal Comune di Luzzi che, stante la previa ordinanza della Regione Calabria che dall’11/12 aveva disposto per il relativo territorio la zona arancione, aveva disposto la chiusura delle scuole sino al 23 dicembre, ordinandone l’immediata riapertura; detta pronuncia ha fatto seguito a svariati altri provvedimenti che hanno sempre disposto la sospensione delle ordinanze sindacali di chiusura ed il ripristino della didattica in presenza».

Per tali ragioni il primo cittadino rimarca che «stante l’evidente obbligo di supportare eventuale ordinanza di chiusura da adeguato parere tecnico scientifico che possa certificare la sussistenza delle indispensabili circostanze di eccezionale necessità, con grande senso di responsabilità, il Comune di Lamezia Terme, tramite il Presidente del Consiglio Comunale ed i Presidenti di III e IV Commissione Consiliare, ha oggi richiesto alla Direzione Generale dell’ ASP ed al Dipartimento di Prevenzione il rilascio di detto parere dal cui contenuto dipenderanno le eventuali successive ponderate determinazioni sindacali. Nel frattempo, continuano da tutta Italia le sollecitazioni al Governo da parte di tanti Dirigenti Scolastici affinché possano essere riviste le disposizioni di cui all’ultimo decreto legge».

Se quindi, a meno di risposte dell’ultimo minuto dall’Asp ed ordinanze del week end, lunedì a Lamezia Terme si tornerà regolarmente in aula, Mascaro non nasconde che «in ogni caso, appare indispensabile intensificare ancora l’attività di vaccinazione anche degli studenti, ed in particolare della fascia di età 5/11 anni, e si esprime incondizionato plauso al coinvolgimento, con risultati eccellenti, degli istituti scolastici in detta fondamentale attività di contrasto alla diffusione del virus».

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