Il nuovo protocollo con soluzioni diverse per affrontare la presenza di casi positivi a seconda del livello scolastico

Obbligo vaccinale rafforzato anche per il personale scolastico, poiché alla primaria il 58% dei maestri ha almeno 50 anni, nella secondaria sono il 62%.

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    Si torna in classe dopo le vacanze di Natale, con le stesse polemiche dell’anno scorso (e per il territorio lametino anche un numero di casi attivi simile a quello di 365 giorni prima, quando erano intorno ai 280, sempre al netto dei tamponi non processati o non ancora ufficializzati) tra chi vorrebbe l’uso della didattica a distanza per tutti (la maggioranza nel sondaggio lanciato sui social) e chi invece opta per un ritorno in presenza con mascherine ed altri accorgimenti già in essere.

    Ma si è anche con una campagna vaccinale in più, che in quest’ultima fase sta iniziando a riguardare anche la fascia di popolazione tra i 5 e gli 11 anni. Obiettivo quindi dare difese immunitarie anche alla popolazione scolastica di minore età, dopo aver avviato le inoculazioni da quest’estate per gli altri studenti più grandi.

    Il nuovo protocollo inserito nell’ultimo decreto vigente prevede interventi diversi a seconda del livello scolastico:

    Scuola dell’infanzia (bambini fino a 5 anni)

    • Già in presenza di 1 caso di positività, è prevista la sospensione delle attività per una durata di 10 giorni.

    Scuola primaria (alunni 6-10 anni)

    • Con 1 caso di positività, si attiva la sorveglianza con testing. L’attività in classe prosegue effettuando un test antigenico rapido o molecolare appena si viene a conoscenza del caso di positività, test che sarà ripetuto dopo 5 giorni.
    • In presenza di 2 o più positivi è prevista, per la classe in cui si verificano i casi di positività, la didattica a distanza (DAD) per la durata di 10 giorni.

    Scuola secondaria di primo e secondo grado, sistema di istruzione e formazione professionale (studenti sopra gli 11 anni)

    • Fino a 1 caso di positività nella stessa classe è prevista l’auto-sorveglianza e con l’uso, in aula, delle mascherine FFP2.
    • Con 2 casi nella stessa classe è prevista la didattica digitale integrata per coloro che hanno concluso il ciclo vaccinale primario da più di 120 giorni, che sono guariti da più di 120 giorni, che non hanno avuto la dose di richiamo. Per tutti gli altri, è prevista la prosecuzione delle attività in presenza con l’auto-sorveglianza e l’utilizzo di mascherine FFP2 in classe.
    • Con 3 casi nella stessa classe è prevista la Dad per 10 giorni.

     

    Inoltre è in vigore dall’8 gennaio l’obbligo vaccinale per tutti coloro che hanno compiuto i 50 anni, ed in generale senza limiti di età al personale universitario così equiparato a quello scolastico. Per i lavoratori pubblici e privati con 50 anni di età sarà necessario il Green Pass rafforzato per l’accesso ai luoghi di lavoro a far data dal 15 febbraio.

    Una soglia di età che riguarda anche direttamente la scuola, come indicato nel Rapporto Ocse Education at a Glance 2021 pubblicato a settembre, in cui si evidenziava come l’età media dei quasi 900.000 docenti italiani superi il mezzo secolo: alla primaria il 58% dei maestri ha almeno 50 anni, nella secondaria sono il 62%

    Nell’ultimo terzo del mese sarà poi esteso l’obbligo di Green pass base (tampone/guarigione/vaccinazione) a coloro che accedono ai servizi alla persona (dal 20 gennaio) e inoltre a pubblici uffici, servizi postali, bancari e finanziari, attività commerciali (dal 1 febbraio) fatte salve eccezioni che saranno individuate con un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri per assicurare il soddisfacimento di esigenze essenziali e primarie della persona.

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