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La Multiservizi rassicura gli studenti sulla sicurezza del trasporto pubblico locale

L'assenza di un uso massiccio da parte dei cittadini precludo l'aumento di linee, prossimo l'arrivo di nuovi 16 autobus ibridi

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Confronto sul tema dei trasporti, allargato agli studenti e a rappresentanti politici sovracomunali, nella Sala Napolitano in una riunione convocata dalle commissioni consiliari terza e quarta.

Ai rappresentanti della Multiservizi viene richiesto dai rappresentanti degli studenti quali sia lo stato di riempimento dei mezzi durante l’orario di ingresso ed uscita delle scuole, e quali siano le procedure in atto per la sanificazione, riportando nuovamente il tema già dibattuto delle scuole in didattica a distanza ma citando zone rosse che nel lametino non esistono. Altro problema sollevato è quello sia dei servizi ferroviaria che degli autobus per i pendolari offerti da compagnie private, mentre gli scuolabus per la scuola dell’obbligo rimangono in capo alla Lamezia Multiservizi.

Per la società municipalizzata risponde il dirigente Pasqualino Nicotera, riepilogando in apertura la norme regionali e quelle Covid (controlli quotidiani per igienizzare i mezzi, verifica dei titoli di viaggio, mascherine ed ora green pass a bordo da parte di un’associazione di protezione civile). Nei prossimi mesi dovrebbero entrare in servizio 16 mezzi ibridi, auspicando una maggiore risposta nell’uso dei mezzi pubblici da parte della cittadinanza lametina, chiarendo però che non ci sono i margini per potere attivare nuove linee o modificare troppo le vigenti (dagli studenti si è avanzata la causa del nuovo plesso dell’istituto Campanella in locali presi in affitto in via del Progresso) che dipendono dal chilometraggio riconosciuto dalla Regione sulla base dei dati di biglietti ed abbonamenti dell’utenza lametina (in media sono circa 1500 i cittadini che giornalmente usano le 16 linee cittadine, cui si aggiungono quelli della linea aeroporto – stazione che varia tra i picchi estivi di circa 700 persone ai cali invernali nell’ordine del centinaio).

Si passa poi agli interventi dei parlamentari Furgiuele, D’Ippolito e Ferro (collegati a distanza), e del consigliere regionale Bruni, cui vengono sollecitati aspetti come la fornitura delle mascherine (alcune scuole hanno già avviato l’acquisto delle Ffp2 ora richieste obbligatoriamente), l’edilizia scolastica (esempio i nuovi locali dell’istituto Einaudi ancora non resi a norma e consegnati per il mancato collaudo dei vigili del fuoco, ma in generale il distanziamento nei vari istituti o i lavori effettuati e quelli annunciati ma ancora non avviati), la tenuta della sanità regionale (tra posti letto, tamponi e vaccini).

Il dibattito si allarga così a livello nazionale e di distinguo delle varie competenze, tra i fondi previsti e quelli in arrivo frenati dai rallentamenti dovuti alle carenze di personale negli enti e di efficacia delle varie azioni amministrative.

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