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Portavoz Europa, primo premio italiano al Liceo “Tommaso Campanella

Concorso Nazionale a Giovanna Pia Isabella della 3° del Liceo Linguistico, con la fotografia “Bruco, larva e poi farfalla che spicca il volo verso i nostri diritti, in nome della libertà”

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Portavoz Europa è stato il titolo del progetto al quale il Liceo “Tommaso Campanella” ha aderito con le classi 3A, 4B, 4D dell’indirizzo linguistico, guidate dalla docente Carmen Marra.

Il progetto ha incluso un percorso educativo, culturale e sociale attraverso un concorso fotografico con l’obiettivo di promuovere l’apprendimento del francese e partecipare allo sviluppo dell’Europa culturale e dello Spazio europeo dell’istruzione, basato sul rispetto della diversità delle lingue e delle culture. Il Concorso ha visto la partecipazione di vari Paesi: Portogallo, Italia, Repubblica Ceca e Spagna.

I partecipanti hanno seguito un laboratorio online tenuto dal fotografo di fama internazionale Luca Sola, il quale ha coinvolto i ragazzi spiegando non solo le tecniche fotografiche ma il potere che la fotografia racchiude in sé. Una masterclass, organizzata dall’Institut français, che ha coinvolto 80 classi in tutta Italia, quasi 240 studenti i quali hanno prodotto altrettante foto richiamando il tema scelto dall’Associazione, “Costruire l’Europa”, e producendo in più lingue una didascalia che spiegasse il significato.

Tra i tanti partecipanti, ha ricevuto dalla Giuria italiana il Primo Premio, vincendo il Concorso Nazionale Giovanna Pia Isabella della 3° del Liceo Linguistico, con la fotografia “Bruco, larva e poi farfalla che spicca il volo verso i nostri diritti, in nome della libertà” (“Chenille, larve puis papillon qui s’envole vers nos droits, au nom de la Liberté”).

Grande orgoglio per la scuola lametina che, sottolinea la Dirigente scolastica Susanna Mustari, «si propone da sempre di fornire una formazione che non solo raggiunga la dimensione cognitiva dello studente, ma anche le dimensioni del suo corpo, del suo spirito, delle sue emozioni. La scuola vuole garantire ai propri studenti una consapevolezza del loro ruolo nella società sempre crescente, basate su “esperienze fondative” che esprimano soprattutto uno spirito civico. Solo così l’educazione comincia a perdere la sua unidimensionalità, e diventa gradualmente interdimensionale. D’altronde, aggiunge la Dirigente, i valori civici insieme alla comprensione culturale ed all’autoconsapevolezza, costituiscono i veri traguardi formativi della scuola. Tutte le materie presentano un legame diretto ai temi ed ai valori all’educazione civica. Occorre, naturalmente, lavorare sulle connessioni tra ciò che si insegna giorno per giorno ed i due fattori costitutivi il cerchio euristico della ragionevolezza: da una parte le radici, il sapere essenziale perché gli studenti possano esercitare una libertà creativa e responsabile, dall’altra il vero scopo della cultura che sottintende al vero valore della conoscenza il cui significato è rappresentato dalla forza di relazioni positive e proposte responsabili di “buone pratiche”. Complimenti a questi giovani che si lasciano guidare dai loro insegnanti e riescono a racchiudere attraverso il loro protagonismo, il significato del fare scuola».

 

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