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Nel “Gruppo del Mercoledì” la discussione sul tramontato progetto dell’impianto biogas a Curinga

Conferma che i proprietari del sito di Favarella rinunciano alla realizzazione della struttura ipotizzata

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Come da programma l’incontro del “Gruppo del Mercoledì”  si è tenuto nei saloni della Chiesa Madre di Curinga su un tema che ha messo per settimane  in subbuglio ed in ansia gran parte dei cittadini di Curinga ed Acconia: la possibilità molto concreta della realizzazione di un impianto per la produzione e la trasformazione di 70.000 tonnellate di rifiuti e di liquami. in località Favarella, ora però tramontato per il passo indietro dell’azienda.

Dopo un breve saluto del parroco di Curinga don Pino Fazio, che ha messo a disposizione i locali, è seguito un dettagliato intervento di Toni  Augruso, presidente dell’ Azione Cattolica di Curinga  a cui fa capo il “Gruppo del Mercoledì”; Augruso ha puntualizzato che l’ incontro nasce non per preclusioni a impianti di trasformazione di questo genere, che anzi saranno un punto di riferimento importante e il futuro per la produzione energetica a livello nazionale, ma dalla opportunità di far nascere l’ impianto in questo luogo.

A tal proposito e per saperne di più il presidente di  A.C. ha presentato  Mario Maiorana quale Presidente  del comitato “Salviamo Curinga”. L’ intervento di Maiorana ha immediatamente puntualizzato un fatto molto importante e fondamentale : “i proprietari del sito di Favarella rinunciano alla realizzazione della struttura ipotizzata”. La notizia ha rasserenato i presenti e Mario Maiorana continuando ha ribadito in linea generale la validità di tali progetti, ma ha sottolineato l’ inopportunità di una scelta logistica avventata, inserita com’è, in un territorio vocazionalmente di agricoltura altamente specializzata ad alta incidenza economica e, soprattutto sovrastante una importante falda acquifera.

Da questi punti essenziali e fondamentali si è aperta una discussione molto vivace e partecipata dalla quale è scaturita la soddisfazione per la decisione della proprietà del sito Favarella, di non continuare nel progetto, dimostrando di accogliere le perplessità dei cittadini, inoltre si è resa palese la consapevolezza che il futuro ha bisogno di fonti energetiche alternative, che rispettino comunque  e sempre l’ ambiente. Tali impianti debbono essere situati in luoghi adatti, non basta solo vedere e accontentarsi delle cento autorizzazioni locali, regionali, nazionali, ma vanno presi in considerazione parametri molto più concreti e pratici ,il benessere del luogo, dove una comunità vive e lavora e la volontà delle persone a scegliersi un futuro, nel rispetto proprio e della natura che ci circonda.

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