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Deliberati i “progetti utili alla collettività” che in un anno coinvolgeranno 49 percettori lametini di reddito di cittadinanza

Quota maggiore per la manutenzione del verde ed immobili comunali, con inoltre front office e accoglienza casa di riposo

A 3 anni dall’introduzione del Reddito di Cittadinanza, con una pandemia di mezzo e la lentezza burocratica notoria a complicare i piani, anche la giunta Mascaro giunge ad approvare le linee di indirizzo per i “progetti utili alla collettività”.

La legge di fatti prevede che «in coerenza con le competenze professionali del beneficiario del Reddito di cittadinanza e con quelle acquisite in ambito formale, non formale ed informale, nonché in base agli interessi e alle propensioni emerse nel corso del colloquio sostenuto presso il centro per l’impiego ovvero presso i servizi dei comuni, il beneficiario è tenuto ad offrire nell’ambito del Patto per il lavoro e del Patto per l’inclusione sociale la propria disponibilità per la partecipazione a progetti a titolarità dei comuni, utili alla collettività (in avanti Puc)», ad oggi però fermi nella città della piana tra gli uffici di corso Numistrano che causa Covid non ricevevano il pubblico e quelli di via Perugini che non davano linee guida, avendo optato per una gestione di ambito del Distretto socio-assistenziale del Lametino.

Nel concreto ogni cittadino beneficiario del Reddito di Cittadinanza è tenuto ad assicurare un impegno di almeno 8 ore settimanali e fino ad un massimo di 16 ore settimanali, a seguito di accordo tra le parti, in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni.

A fine 2020 sono state ripartite tra i Comuni dell’Ambito risorse pari a 126.347,04 euro afferenti il Fondo Povertà per il finanziamento dei Puc, tenuto conto del numero di beneficiari da coinvolgere e residenti nei diversi Comuni, per come individuati dalla Piattaforma ministeriale Ge.PI.

Le amministrazioni che hanno presentato progetti nell’hinterland sono state:

  • Cortale: “un aiuto solidale” sociale, “decoro urbano e vivibilita’ sostenibile” tutela beni comuni, “il comune, le strade, i luoghi e le persone” ambiente
  • Curinga: “insieme non c’e’ eta’” sociale, “memoria storica” tutela beni comuni, “tutela dell’ambiente e dei beni comuni” tutela dei beni comuni ambiente
  • Falerna: ambito ambientale, ambito sociale, ambito scolastico
  • Feroleto Antico: “verde e’ bello” ambiente
  • Gizzeria: “ambientiamoci” ambiente, “felici andando a scuola” sociale, “rivivi” tutela dei beni comuni, “serena-mente insieme” sociale
  • Jacurso: “a fianco delle fasce deboli” sociale, “beni comuni da preservare” tutela dei beni comuni, “paese colorato” artistico, “paese verde” ambiente, “Jacurso borgo della cultura” culturale
  • Maida: ambito ambientale, ambito sociale, ambito tutela dei beni comuni
  • Pianopoli: “ripristino e salvaguardia del decoro urbano” tutela dei beni comuni
  • San Pietro a Maida: “un futuro migliore” sociale, “un verde migliore” ambiente.

Per il Comune di Lamezia Terme saranno invece 3 i progetti che saranno avviati per 12 mesi come attività “complementari, a supporto e integrazione rispetto a quelle ordinariamente svolte dagli uffici e non sostitutive”, e quindi se i percettori di reddito di cittadinanza lametini sono migliaia coloro i quali saranno chiamati a prestare lavori di utilità saranno molti meno dovendo essere affiancati dai pochi dipendenti in servizio. Nello specifico i progetti riguarderanno:

  • “Per il bene comune”: affiancamento dei dipendenti della sezione lavori nella manutenzione ordinaria degli immobili di proprietà comunale e di cura delle aree verdi e/o degli spazi di pertinenza municipale. Saranno coinvolti 30 individui, divisi in due differenti moduli dalla durata di 6 mesi ciascuno ed in 3 squadre da lavoro con impegno settimanale di 8 ore per ogni percettore. Nel costo di 64.900 euro tra assicurazioni, strumentazione, formazione.
  • “Front-office”: supporto del personale dell’Ente nelle attività di portineria, accoglienza e gestione utenza a favore di tutti gli Uffici municipali, espletando, altresì, lavoro di segreteria, anche mediante utilizzo di strumentazione informatica. Previsti due moduli semestrali, ognuno da 8 partecipanti, per un totale di 16 percettori ognuno dei quali garantirà 15 ore settimanali (l’orario di svolgimento sarà modulato in base alle esigenze delle attività da realizzare). Costo totale tra assicurazioni, formazione, dpi e cancelleria stimato in 10.300 euro.
  • “Diamoci una mano”: supporto del personale dell’organismo gestore della casa di riposo comunale, in attività di sostegno, accompagnamento, socializzazione e animazione a favore delle persone anziane ospiti presso la casa di riposo comunale. In questo caso saranno solo 3 i percettori coinvolti, ognuno per 15 ore settimanali, con 4.400 euro di costi tra assicurazioni, formazione, dpi e cancelleria.