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I dubbi e le condizioni dei tifosi biancoverdi in merito all’ipotesi di un’unica e sola Vigor Lamezia

Appuntamento ad entrambe le società al 1° febbraio nuovamente al Chiostro per parlare di supporter trust nelle società convenzionali come modello di gestione per la potenziale nuova realtà

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    La strada verso il ritorno ad avere un’unica e sola squadra chiamata Vigor Lamezia, che sembrava già tracciata tra le due società biancoverdi nell’ottica di avere un futuro insieme dalla prossima stagione, rimane ancora “work in progress”.
    Nell’assemblea convocata dalla società di Prima Categoria mercoledì sera al Chiostro l’associazione dei tifosi biancoverdi non ha celato i propri dubbi sull’operazione in corso, criticando in un lungo messaggio le gestioni passate (salvando la sola presidenza Mercuri), ritenendo «risultati striminziti a livello sportivo» poiché «non si è andati mai oltre la terza serie» gli ultimi 30 anni di calcio biancoverde, e ribadendo le contestazioni a stampa e società avute prima e dopo l’inchiesta Dirty Soccer.
    Si ricordano le iniziative avute nel corso dell’anno per il centenario della fondazione della prima Vigor Lamezia ad opera della famiglia Baccari, ma anche la fondazione nel 2017 della Vigor 1919 in Terza Categoria da parte di coloro i quali non avevano deciso di appoggiare la società nata in precedenza in Prima Categoria dal titolo dello Stalettì, altro motivo inviso non celato nel lungo resoconto dei supporters della compagine che in questa stagione si è fuso con il Fronti.
    L’associazione dei tifosi precisa così che «prima ancora di parlare di fusione, cosa che abbiamo spinto in tempi non sospetti, pur rimanendo avversi a mistificazioni e salvo essere derisi, vogliamo parlare di calcio moderno o calcio popolare, della nostra incapacità ad oggi di affrontare un percorso di questo tipo» ritenendo «legittimo tutto ciò per chi ha conosciuto una sola Vigor prima di questi 3 anni, ma ha un costo. È auspicabile, importante e soprattutto lo chiedono i nostri padri di unire le due realtà Vigor, per questo siamo qui a valutare in quale misura ciò è realizzabile». Si chiede di «guardare avanti, ma con progetti chiaramente riscontrabili e, soprattutto, su basi che devono avere dei paletti precisi da sottoporre alle parti». Tra le richieste avanzate: che il logo della Vigor venga restituito all’associazione per essere preservato e mantenuto di proprietà dei tifosi, ovvero si stabilisca un modo per far sì che chi andrà a trattare ci vada con la forza degli ideali e dell’amore sincero; che il titolo dell’ex Stalettì non venga scelto solo per opportunità di prendere scorciatoie sportive, ma si valuti anche il titolo della 1919 come possibile strada; una società con una presenza dei tifosi non di sola rappresentanza a garanzia.
    Da proprio fronte i tifosi spiegano che «ci impegniamo a continuare a dare il nostro supporto e ad amplificarlo qualora queste richieste siano prese in considerazione totalmente. Nel caso in cui ci sia da discuterle vogliamo che le questioni si concordino volta per volta con chiarezza, prima con i tifosi, pubblicamente. Siamo per un tentativo di unione anche economica che possa portarci in campionati di un certo livello, ma ci sentiamo pronti a ripartire non dalla prima ma dalla terza categoria se il tutto deve essere un’illusione con doppi fini», dando appuntamento ad entrambe le società al 1° febbraio nuovamente al Chiostro per parlare di supporter trust nelle società convenzionali come modello di gestione per la potenziale nuova Vigor Lamezia.
    La Vigor 1919 dopo giorni definiti «intensi di discussioni ed incertezza», ed un mercato in uscita che ha visto andar via più di un elemento, assicura che «la squadra continuerà il suo percorso più agguerrita di prima, perché ancora una volta a vincere è stato il gruppo. Quel gruppo di ragazzi lametini Doc, che oltre a dare tutto sul campo, sono cresciuti con questi colori. A loro va un grande grazie perché continueranno a vestire un’onorata maglia, consapevoli di avere sulle spalle una gran bella responsabilità ed è proprio per questo che saranno ancora più carichi e con la voglia di cancellare un momento di crisi passeggero, capitanati da Mister Torchia, grazie mille anche a lui, che ha dimostrato ancora una volta di essere un vero uomo di spogliatoio ed un grande ed onesto maestro nella vita».
    Il 2020 sarà per altro l’anno dei nuovi bandi di gestione degli impianti sportivi cittadini, inclusi gli stadi, e se la Vigor Lamezia di Eccellenza ad oggi ha la gestione del Guido D’Ippolito, la Vigor 1919 di Prima Categoria ha l’accordo per usare il Carlei sperando che la Provincia ottenga i fondi richiesti per effettuare i lavori per rendere pienamente fruibile l’impianto.
    g.g.
     

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