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Per il palasport di via del Progresso passate 4 amministrazioni comunali, 3 direttori dei lavori, 8 proroghe, e più di un dubbio

Il cantiere dovrebbe chiudere con 3 anni e 2 mesi di ritardo rispetto a quanto previsto all'inizio, ma il palazzetto anche allora potrebbe non essere pronto

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    Di GIANLUCA GAMBARDELLA
    Nato non sotto la migliore delle stelle (già dalla delibera del finanziamento del 17 ottobre 2012, alla consegna dei lavori il 16 settembre 2015, passano 3 anni di procedimenti amministrativi), il nuovo palazzetto dello sport che sorge alla fine di Via del Progresso rischia di divenire emblema di paradosso amministrativo non vedendo la fine nonostante il passaggio di 4 diverse amministrazioni comunali.
    I lavori erano stati consegnati il 16 settembre 2015 e dovevano essere ultima entro il 2 febbraio 2017, ma come quasi la totalità delle opere pubbliche lametine ciò non è avvenuto. Il 5 agosto 2016 è stata concessa alla ditta Co.Fer una prima proroga di 118 giorni per cui i lavori dovevano essere ultimati il 31 maggio 2017, poi una seconda il 7 giugno di altri 200 per cui i lavori dovevano ultimarsi il 17 dicembre 2017. L’arrivo della terna commissariale non ha facilitato i rapporti e comunicazioni tra Comune e ditta, che nel frattempo era divenuta Ferraro Spa, ed il 19 dicembre 2017 arrivava una terza proroga autorizzata dal direttore dei lavori Antonio Califano che concedeva ulteriori 201 giorni, evidenziando la mancata formalizzazione della convenzione con l’Amministrazione Provinciale relativamente alla realizzazione egli accessi, all’utilizzo dei parcheggi e degli allacci dei sottoservizi, risoluzione interferenze e sovrapposizione delle lavorazioni escluse dall’appalto in fase di verifica del progetto esecutivo, che in alcuni casi determinavano l’impossibilità della loro realizzazione se non in un secondo momento, con costi maggiori rispetto ad una corretta successione delle fasi di lavorazione, palesando anche la mancata nomina di un un professionista esterno specialista nel settore impiantistico energetico necessario a contribuire alla definizione delle relative problematiche. Non imprevisti, quindi, ma errori di programmazione.
    Nel frattempo da un lato la nuova amministrazione provinciale guidata da Sergio Abramo firmava con la terna commissariale la convenzione per l’uso dei parcheggi, mentre il nuovo direttore dei lavori, Caterina Vitetti, subentrata ad Antonio Califano, il 26 gennaio 2018 aveva provveduto a redigere apposita perizia di variante ai fini di adeguare le macchine degli impianti alla nuova normativa ERP 2016-2018. Il nuovo termine ultimo per l’ultimazione dei lavori è fissato al 20 dicembre 2018, ma i lavori sono rimasti sospesi dal 14 al 26 giugno 2018 – dal 20 al 27 agosto 2018 – dal 5 ottobre al 4 novembre 2018 – dal 16 novembre al 18 dicembre 2018. 
    Da via Perugini la solerte terna commissariale nell’eccepire l’agibilità formale degli impianti sportivi non rispondeva ai solleciti ne chiedeva conto, mentre però si doveva trovare un’altra forma di finanziamento: gli originali fondi Pisu, destinati in toto dall’amministrazione Speranza allo scopo, erano in scadenza (anche perché secondo programma originale il palazzetto sarebbe dovuto essere aperto già da un anno, nb) e così si è ottenuto di spostare l’intervento sui fondi Pac 2007/2013.
    Ciò che non mutava, nonostante l’ottimismo del sindaco Mascaro nel breve periodo di rientro in sella tra sentanza del Tar e Consiglio di Stato a marzo, era l’arrivo di nuovo proroghe: quinta proroga il 13 maggio 2019 (ma richiesta il 20 febbraio 2019) di giorni 150 con nuovo termine fissato al 9 agosto 2019, se non fosse che nel frattempo arrivava una sesta proroga il 3 luglio da parte del direttore dei lavori (dal 1 agosto, con il pensionamento di Caterina Vitetti, l’incarico è passato a Giuseppe Rigoli) di altri 70 giorni e consegna slittata al 7 novembre 2019.
    Un’ottava proroga giunge il 25 ottobre 2019, richiesta l’1 ottobre dalla ditta, di 160 sui 180 giorni richiesti dalla Ferraro, con quindi l’attuale nuovo termine fissato al 15 aprile del corrente anno pubblicato oggi. 
    Il cantiere dovrebbe così chiudere con 3 anni e 2 mesi di ritardo rispetto a quanto previsto all’inizio, ma il palazzetto anche allora potrebbe non essere pronto: nei progetti finanziabili tramite i Contratti Istituzionali di Sviluppo dalla Provincia di Catanzaro compare anche la realizzazione di opere complementari all’area in cui sono situati il costruendo “Palazzetto dello Sport” e lo “Stadio provinciale Carlei” per un importo complessivo pari a 7.401.505,03 euro. Senza strada e parcheggi la struttura non sarebbe agibile né fruibile.
    Nel frattempo la nuova amministrazione comunale dovrebbe deliberare come e chi gestirà la nuova struttura, visto che anche in questo caso i tempi burocratici non sono brevi tra atti amministrativi dei vari soggetti chiamati in causa, avvisi pubblici, affidamenti. L’annuncio di un palazzetto aperto da marzo dato dal sindaco Paolo Mascaro dato dal palco del Teatro Grandinetti (per rimanere in tema di strutture chiuse per diverso tempo) in apertura del concerto di Sergio Cammariere quindi difficilmente sarà rispettato, mentre ancora la città attende il report sulle strutture sportive promesso in Prefettura a gennaio 2018 ma che a 2 anni di distanza gli uffici di via Perugini non hanno ancora reso alla collettività.

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