Palasport di via del Progresso attivo non prima del 2021, ma serve l’approvazione di una variante in Regione foto

Manca ancora un bando per l'affidamento delle strumentazioni interne (in pubblicazione a breve) e quello per la gestione (entro fine anno)

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L’ultima data di consegna prorogata è quella del 26 ottobre, ma sarà ancora una fase interlocutoria per il nuovo palasport di via del Progresso, visitato questa mattina dalla quinta commissione consiliare (consiglieri scaglionati nella visita per mantenere le norme anticovid), ma per il quale manca ancora un bando per l’affidamento delle strumentazioni interne (annunciato come in pubblicazione a breve) e quello per la gestione (ipotizzato entro fine anno), oltre al completamento di altri aspetti legati ai fondi dei contratti istituzionali di sviluppo.

Alla ditta Ferraro, dopo aver completato le ultime componenti della copertura già in maggioranza montata, spetteranno gli ulteriori lavori in parte anche all’interno tra cablaggi e utenze, che il miglioramento della fruizione dell’impianto con il recupero dei parcheggi e della biglietteria dello stadio provinciale a spese del Comune.

Il 26 ottobre nuova data di consegna per il palasport incompleto di via del Progresso con modifica di lavori

Al momento è un’opera che aveva avuto un finanziamento da 14 milioni di euro ancora incompiuta ed inutilizzata, specie dopo la morte sportiva di società che, toccati i campionati nazionali, sotto la gestione commissariale hanno dovuto alzare bandiera bianca per l’impossibilità di avere un palazzetto a Lamezia Terme in cui poter giocare (data anche la chiusura del Palasparti), e la prossima stagione sportiva indoor post Covid ha ancora più di un’incognita su modalità e tempi di effettiva ripresa.

Il rischio è che non ci sia nessuna società a voler gestire un impianto da almeno 3.500 posti a sedere, non avendo la necessità di dover usare una struttura con tale capienza, con però i vincoli temporali dei fondi europei da dover rispettare.

Tra i consiglieri più attivi nel confrontarsi con ditta e funzionari del Comune, Ruggero Pegna contesta la scelta di una copertura semitrasparente che non permetterebbe spettacoli all’interno di mattina, al netto del risvolto relativo al risparmio energetico, chiedendo di inserire nel bando per gli arredi interni seggiolini di colori diversi per distinguere da subito il settore assegnato dal biglietto.

L’arco di copertura varia dai 18 ai 22 metri di altezza all’interno per permettere anche l’ambito di aggancio per ulteriori attrezzature, con qualche volatile già a collaudare la tenuta dello stesso.

Per il palasport ci vorrà così non prima di un anno per essere attivo, ma il tutto viene collegato ad una variante da approvare in Regione presentata dal Comune con ulteriore finanziamento per la sistemazione esterna, ambito che era già stato inserito nei contratti istituzionali di sviluppo. A rallentare ulteriormente le operazioni i pensionamenti e la carenza di personale in via Perugini, ma anche la pandemia mondiale del Covid-19 che ha aggiunto ulteriori vincoli per i lavori in cantiere.

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