Palasparti chiuso al Pattinaggio per non rovinare il già malconcio parquet, la società chiede di rivedere la decisione

Coinvolta anche la federazione di settore, ma da via Perugini non si produce la documentazione richiesta

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Nuovi problemi attorno al Palasparti, con l’Associazione Dilettantistica Pattinaggio di Lamezia a lamentare la revoca dell’uso della struttura di via Marconi alle proprie atlete da parte del Comune.

Pur consapevoli del difficile momento che il Paese interno sta attraversando e proprio per far sì che «Abbiamo richiesto il 3 settembre per le ragazze dell’agonistica l’utilizzo del palazzetto Alfio Sparti per qualche ora a settimana, richiesta che ha visto l’autorizzazione del Comune il 16 settembre», spiega la società, «ottenuta l’approvazione bisognava solo accordarsi con le società che gestiscono il palazzetto (ATS) su orari e modalità di svolgimento. Accordo che puntualmente veniva posposto fino a che il 1 ottobre il Comune tramite PEc ci ha revocato la disponibilità dello stesso, senza indicare alcuna specifica motivazione. La stessa, riferita solo verbalmente, dipenderebbe dalla presunta inidoneità della pavimentazione in quanto questa non è stata sottoposta ad un trattamento di “skating”, che pur non essendo obbligatorio per il nostro accesso al palazzetto proteggerebbe il parquet non solo dalle ruote del pattinaggio ma anche dalle scarpe di basket, pallavolo o calcio».

Ricevuta la revoca la società ha chiesto informazioni alla Fisr Nazionale «e solo dopo abbiamo cercato di dialogare con gli organi comunali, per dimostrare anche attraverso comunicati del Coni che il pattino non logora più di una scarpa», evidenziando come si parli di «un pavimento già di base molto logorato».

Il confronto passa così direttamente de visu in via Perugini: «abbiamo avuto un primo colloquio con l’ingegnere responsabile il quale aveva emanato questo parere di inidoneità riferito “stranamente” al solo pattinaggio (ovviamente nulla di scritto è stato allegato alla revoca), e quando abbiamo chiesto all’ingegnere se il Comune avesse preso in considerazione l’idea che anche praticare gli altri sport avrebbe potuto rappresentare un rischio per la l’integrità della pavimentazione, lui ci ha risposto “a me è stato chiesto solo un parere sul pattinaggio”. Cosa molto strana se l’interesse reale del Comune è preservare il parquet già malandato del nostro palazzetto».

Dopo un colloquio con l’assessore allo sport, è arrivato un parere anche alla Federazione Nazionale che ha ribadito come il pattinaggio artistico si può praticare su parquet senza rovinarlo.

Da qui poi il colloqui si alza di livello, con la dirigente Nadia Aiello a rispondere alla Federazione, «ma nella comunicazione si limita a ribadire che allo stato attuale la struttura non può essere concessa per lo svolgimento della disciplina» lamenta la società lametina sostenendo ci sia «mancanza di collaborazione da parte del Comune e atteggiamento di chiusura nei nostri confronti, anche di fronte alla nostra proposta di recarci in loco con un ingegnere della Federazione per confermare la nostra tesi: ” il pattinaggio non rovina il parquet”».

Si passa così alle vie burocratiche: «convinti che tanto eccesso di zelo (nei confronti del già malconcio parquet) sia stato sollevato solo verso la nostra società, abbiamo fatto reclamo per la procedura eseguita, abbiamo chiesto la sospensione della revoca, abbiamo chiesto quali altre verifiche sono state effettuate nei confronti delle altre società sportive e per questo ultimo abbiamo presentato richiesta di accesso agli atti. Trascorso un mese da questa richiesta tutto tace».

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