Il diniego dell’uso al pattinaggio fa emergere il pericolo chiusura per il Palasparti per impraticabilità del parquet foto

Nel progetto per Sport e Periferie è stato inserito anche il trattamento e la sostituzione dei tratti rovinati

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Nuovi intoppi nell’elenco, già corposo negli ultimi anni, in merito agli impianti comunali sportivi: ultimo in ordine di tempo il diniego da parte del Comune all’uso del Palasparti per la società di pattinaggio, che dopo un primo atto favorevole ottenuto il 16 settembre per le proprie giovani atlete, ha visto una revoca ad inizio ottobre da parte degli uffici tecnici. Nella comunicazione inviata dalla dirigente Aiello veniva spiegato come motivo ostativo fosse la necessità di passare un ulteriore strato di skating, aspetto però non più previsto da anni dati i materiali delle ruote che si trovano ad avere impatto sul parquet uguale a quello delle scarpe degli atleti di altri sport.

La società in commissione consiliare porta anche i pareri offerti dalla federazione che avvalorano l’uso del parquet anche senza il successivo strato della vernice suppletiva, ricordando come già in passato si siano tenute altre manifestazioni senza questi dinieghi da parte di via Perugini, lamentando anche tra le contestazioni una riunione tenuta in Comune tra rappresentanti della Raffaele Lamezia e dell’Ats che gestisce l’impianto senza la presenza di altre società che avrebbero interesse ad usare la struttura di via Marconi.

Dagli uffici tecnici Antonella Amantea ribadisce che «tutti gli impianti che abbiamo sono in uno stato di difficoltà, la nostra situazione non è paragonabile ad altre strutture su cui possono arrivare i pareri dei tecnici federali», ma sul procedimento amministrativo i consiglieri comunali si schierano con la società sportiva.

Piccioni, che sul tema ha presentato un’interrogazione messa all’ordine del giorno del consiglio comunale di lunedì, parla di «situazione di contraddittorietà, perché in meno di un mese si è arrivati dalla concessione al diniego senza che la situazione tecnica abbia registrato cambiamenti, il che è passabile di ricorso per vie legali. Da tempo immemore il pattinaggio ha trovato disponibilità di effettuare le proprie manifestazioni sul parquet, per quanto malconcio, e la revoca della concessione arriva senza un parere tecnico scritto che spieghi la diversità rispetto al parere della federazione». La proposta è quindi quella di avere in tempi celeri un confronto in loco tra i tecnici di Comune e Federazione, tornando poi sulla necessità di aprire ad un migliore confronto tra le varie società che usano le strutture.

Ipotesi sopralluogo sposata anche da Gianturco, contestando che «il problema del parquet non è una semplice verniciatura, ma un intervento strutturale complessivo che chiede un impegno corposo», previsto però all’interno del progetto già presentato per i finanziamenti di Sport e Periferie, citato dalla consigliera Spinelli, la quale chiede di «trovare una soluzione di mediazione, perché al netto dei noti problemi di personale del settore si può addivenire ad un punto di condivisione tra tecnici».

Per Nicotera «questa discussione non deve essere vista solo come una contrapposizione tra parti, ma come una richiesta di aiuto per risolvere una questione che non riguarda la scelta politica ma quella tecnica, e nel confronto con specialisti della federazione si possono superare le attuali perplessità».

Sui motivi ostativi avanzati anche dalle consigliere Villella e Cittadino torna l’Amantea, spiegando che «dopo la prima autorizzazione è stato effettuato un sopralluogo che registrava la mancata idoneità del parquet data l’attuale situazione», relazione che però per iscritto non è stata condivisa nè alla Federazione nè all’associazione sportiva.

Pegna da par suo allarga l’ambito della discussione ricordando che «esistono le polizze assicurative, nel caso in cui il Comune tema di avere danni da parte del solo pattinaggio, aspetto che per quanto relazionato in questa sede mi sembra non esserci».

Sull’uso del Palasparti interviene anche l’assessore Vaccaro, ricordando che «sabato lo stesso è stato usato per una manifestazione interregionale di ginnastica, ma il problema del parquet si può porre anche per gli altri sport dato l’attuale stato di usura da qui in avanti. Nel progetto per Sport e Periferie è stato inserito anche il trattamento e la sostituzione dei tratti rovinati». I tempi però non saranno brevi:  il Dipartimento per lo sport ha istituito il 9 novembre, con apposito decreto del Capo del Dipartimento dello sport, la Commissione giudicatrice che sarà supportata da un gruppo di lavoro di supporto istituito il 5 novembre sui 3.380 progetti presentati (in Calabria hanno presentato domanda in 288, per un totale di 170.151.218,30 euro).

Sulla questione più ampia degli impianti rimane il problema burocratico, con il polivalente del Parco Impastato legato alla recente pratica di affidamento dei parchi alla Malgrado Tutto (ma l’assessore reputa che non ci dovrebbero essere motivi ostativi noti per la messa in avvio), mentre Covid e penuria di personale hanno complicato anche le pratiche per altri impianti condivisi con le scuole (sul Palagatti stanno andando avanti i lavori sull’impianto elettrico per poterlo aprire, ma sarà poi il gestore a dover adeguare il terreno di gioco ad oggi impraticabile).

Intanto è ancora vivo il “confronto” sulle tariffe tra organi di indirizzo politico e quelli di tipo amministrativo, senza le quali non si può portare avanti il nuovo bando di gestione dopo anni di proroghe e gestioni in scadenza a fine gennaio.

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